LOVE IS ALL

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Love is all
Love Is All: 100 Years of Love & Courtship

un film di Kim Longinotto
montaggio: Ollie Huddleston ● musiche: Richard Hawley
produzione: Crossover Labs Ltd, Lone Star Productions
distribuzione: Wanted Cinema
Gran Bretagna, Stati Uniti, 2014 ● 70 minuti

v.o. inglese con sottotitoli in italiano

“Love Is All” è un inno allʼamore e al diritto di amare. Un film imperdibile per tutti gli “amanti” del cinema

Accolto con entusiasmo dalla stampa internazionale allʼIDFA – International Documentary Film Festival Amerdam 2014, “Love Is All” è un viaggio attraverso il XX secolo per scoprire come lʼamore e il corteggiamento si sono evoluti nella rappresentazione sullo schermo. Dai primi baci catturati da una macchina da presa, allʼorigine della cultura giovanile, passando per la rivoluzione sessuale, il documentario di Longinotto è un collage di cento anni di passione dalla nascita del cinema, raccontati attraverso affascinanti materiali di repertorio e accompagnati dalle splendide musiche di Richard Hawley.

«Non volevo che fosse un film solo sull’amore eterosessuale e sui matrimoni col vestito bianco. Io stessa non sono un appassionata di matrimoni. Volevo fosse un film sull’amicizia e l’amore dei bambini, l’amore degli amici, i matrimoni omosessuali, volevo raccontasse tutte queste cose. Tutti abbiamo diverse attitudini e modi di amare. 100 persone avrebbero costruito 100 diversi film con gli stessi materiali d’archivio. Mi sono ispirata all’estetica e all’idea d’amore più ampia che c’è nei film che mi hanno davvero colpita, come My beautiful Laundrette e Fucking Amal.» (Kim Longinotto)

«Ci sono, soprattutto, man mano che il tempo scorre e il sentimento amoroso s’impone come soggetto cinematografico naturale e privilegiato, le contraddizioni storiche, più evidenti che mai negli anni in cui la macchina da presa con un occhio guarda al punk e alla nuova consapevolezza femminile e con l’altro (con altri colori, altre colonne sonore e altri “costumi”) alle tradizioni che si sentono minacciate e resistono inasprendo i loro connotati estetici e morali.
Kim Longinotto, paladina del cinema di non fiction che dà voce all’oppressione femminile, divide qui il merito e la stessa schermata nei titoli di coda con il montatore Ollie Huddleston, com’è giusto che sia per un film di questo tipo.» (Marianna Cappi, mymovies.it)