Love life

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Love life

un film di Kôji Fukada
con Fumino Kimura, Kento Nagayama, Atom Sunada
sceneggiatura: Kôji Fukada ● montaggio: Sylvie Lager
produzione: Chipangu
distribuzione: Teodora Film
Giappone, 2022 ● 123 minuti

v.o. Giapponese, Coreano, lingua dei segni con sottotitoli in italiano

2022, Mostra del Cinema di Venezia: in concorso

Un ritratto femminile, una riflessione sull’imprevedibilità della vita che appassiona e commuove, dal regista di HARMONIUM, vincitore del Premio della Giuria a Cannes 2016, Un certain regard.

durante la pandemia Fukada ha promosso insieme all’amico Ryusuke Hamaguchi, regista di Drive My Car, una campagna di raccolta fondi per sostenere le sale, coronata da enorme successo.

domenica 2 Ottobre
13:30

La vita di Taeko scorre tranquilla accanto al marito e al figlioletto Keita. Un evento drammatico provoca il ritorno del padre biologico del bambino, di cui la donna non aveva notizie da anni. L’uomo, con cui aveva avuto una relazione burrascosa, è sordo e senza casa, e la donna, il cui marito lavora nei servizi sociali, si sente in obbligo di aiutarlo.

«Quando faccio un film, cerco di capire quanto possa essere universale. L’argomento principale di Love Life non è la tristezza di una coppia che ha perso un figlio, ma la solitudine che prova per l’incapacità di condividere il dolore: la tristezza infatti è unica e personale, la solitudine invece è tipica della condizione umana. Penso a questo film da quindici anni, sempre con la voce della cantante Akiko Yano che mi risuona nella mente: “Non importa quanto siamo distanti, ti amerò per sempre”. È il senso di isolamento che ogni metà di una coppia prova quando deve affrontare un dramma. Questa canzone, che parla di amore e di profonda solitudine, si è così intrecciata a Love Life, da farmi ritenere che sia stata la vera origine del film.» (Kôji Fukada)

«Il cineasta nipponico accompagna per mano lo spettatore di turno in una storia che appassiona e commuove grazie alla sua capacità di unire leggerezza e dramma, che si alternano o si mescolano senza soluzione di continuità nell’arco delle due ore a disposizione. Lo fa con la grazia del tocco di una scrittura sempre misurata ed equilibrata, con il rigore formale di una messa in quadro geometrica, pulita e mai invasiva, ma sopratutto con un’attenzione costante e un amore per i personaggi principali e secondari.  Il ché consente a Love Life di strappare teneri sorrisi e al contempo di bagnare le guance, di accarezzare il cuore con una piuma per poi trafiggerlo con una lama affilata. Estremi che caratterizzano la fruizione e accompagnano per mano lo spettatore di turno in un tortuoso viaggio nei sentimenti e negli stati d’animo di uomini e donne messi alla prova dall’arrivo improvviso e inaspettato di uno “tsunami”.» (Francesco Del Grosso, Cinematographe.it)