MANK

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MANK

un film di David Fincher
con Gary Oldman, Amanda Seyfried, Lily Collins, Arliss Howard,
Tom Pelphrey, Sam Troughton, Tuppence Middleton, Tom Burke
sceneggiatura: Jack Fincher ● fotografia: Erik Messerschmidt
scenografia: Donald Graham Burt, Jan Pascale
montaggio: Kirk Baxter ● musiche: Trent Reznor, Atticus Ross
produzione: Netflix
distribuzione: Lucky Red
Stati Uniti, 2020 ● 131 minuti

v.o. inglese con sottotitoli in italiano

2021, Academy Awards, 10 candidature e Oscar a miglior fotografia
e miglior scenografia ● Golden Globes, 6 candidature e premio come miglior film
BAFTA, 6 candidature e premio alla miglior sceneggiatura
Satellite Awards, miglior attrice, fotografia e scenografia

Il regista di Seven, Zodiac, Fight Club, l’interpretazione di Gary Oldman, un sontuoso bianco e nero. Partendo dalla sceneggiatura scritta dal padre Jack, David Fincher ha impiegato quasi trent’anni per realizzare l’appassionante storia della mente geniale dietro Quarto potere. Riportando alla luce uno degli sceneggiatori più tormentati della Hollywood classica e la celebre diatriba sulla reale paternità del capolavoro di Orson Welles.

Victorville, California, 1940. Lo sceneggiatore alcolizzato Herman J. Mankiewicz si isola nel mezzo del deserto del Mojave con due assistenti per dar vita a uno script commissionato da Orson Welles, ventiquattrenne talento del teatro a cui la RKO ha dato carta bianca. Mankiewicz, detto Mank, cerca ispirazione tra i ricordi e rievoca eventi degli anni precedenti, che lo hanno visto spesso ospite del magnate William Randolph Hearst e al servizio del capo della MGM Louis Mayer.

«È una delle voci che hanno davvero tracciato la strada. La mia speranza è che gli spettatori si divertano di fronte a quest’uomo così brillante e spesso dimenticato: non gli è stato mai abbastanza riconosciuto il peso che merita» (David Fincher)

«Chi è l’autore di un film: chi scrive la sceneggiatura o chi quella storia la mette in scena per immagini? Ancora: e perché un regista unanimemente considerato un «autore» finisce per dirigere un film che esalta esclusivamente la personalità dello sceneggiatore? (…) Queste, e altre ancora, sono le domande che vengono alla mente dopo aver visto Mank di David Fincher (…) affascinante ricostruzione di un momento cruciale della carriera di Herbert J. Mankiewicz, sceneggiatore iconoclasta ma anche irrefrenabile bevitore, cui Gary Oldman offre tutta la sua bravura interpretativa.» (Paolo Mereghetti, corriere.it)