Marco Polo – un anno tra i banchi di scuola ● 31 gennaio

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MARCO POLO – un anno tra i banchi di scuola

un film di Duccio Chiarini
fotografia: David Becheri, Debora Vrizzi
montaggio: Erika Manoni ● montaggio suono: Saverio Damiani
produzione: La Règle du Jeu
distribuzione: Fondazione Stensen
Italia, 2019 ● 86 minuti

v.o. in italiano

2019, festa del cinema di roma, alice nella città

venerdì 31 gennaio ospiti sala il regista, il preside fiorentino Ludovico Arte
e l’insegnante della scuola del Trotter Antonella Meiani,
che porterà l’esperienza del movimento “E tu da che parte stai?”

Quando la scuola è confronto, dialogo, scoperta: un documento vivace e coinvolgente che scava nel ciclo quotidiano di un istituto tecnico, con spontaneità e passione.

Un film per parlare della scuola pubblica, delle sue difficoltà, ma anche e soprattutto delle sue inesauribili risorse e potenzialità

Alle porte di Firenze, nel quartiere periferico dell’Isolotto, nascosto in un grande giardino a pochi metri dal frastuono della superstrada, si trova l’Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo”. Ogni mattina 150 professori e 1600 studenti varcano le sue porte per affrontare le sfide con cui la scuola li costringe a fare i conti. Sono le stesse sfide che affrontano ogni giorno milioni di persone nel mondo. Non riguardano soltanto i programmi da insegnare o le nozioni da imparare ma l’essenza stessa dell’educazione, il senso della cittadinanza, il valore dell’accoglienza. Questo film è un viaggio attraverso
quelle sfide.

«Durante gli anni del mio percorso di studente ho sempre considerato la scuola come un luogo familiare, a cui appartenere e non da cui fuggire (…) eravamo in molti a considerare la scuola come un luogo da rendere più a nostra misura rispetto a quello che ci proponevano gli adulti ed era da quell’immagine idealizzata e un po’ vaga di scuola a nostra misura che nascevano non solo le occupazioni ma soprattutto le iniziative pomeridiane: il giornalino, i comitati studenteschi, le lezioni sugli anni Sessanta e quell’irrefrenabile voglia di appendere poster di cantanti e di film alle pareti delle aule, erano un modo per dire che là dentro noi volevamo starci bene, sentirci protagonisti e non comparse. (…) Tutto questo per dire che la scelta di realizzare un documentario sulla scuola di oggi è stata sin dal primo istante istintiva e naturale per il rapporto di profonda familiarità e gratitudine che ancora nutro verso la scuola pubblica.» (Duccio Chiarini)

«La camera riprende dita che scorrono sui cellulari mentre i ‘prof’ spiegano ma anche accese discussioni su cosa siano le dittature e la democrazia. Assistiamo, tra gli altri, anche agli incontri dei docenti con uno psicologo che li aiuta a rapportarsi anche con i meno reattivi alle loro proposte. Tutto questo è fare e vivere la scuola e sarebbe interessante che questo documento circolasse negli istituti superiori perché chi li frequenta quotidianamente potesse mettere a confronto le proprie con le altrui esperienze di condivisione di vita e di pensiero. Perché se, come qualcuno ha argutamente detto, “la scuola è il luogo in cui prima ti dicono le risposte e poi ti fanno le domande” oggi dare risposte chiare è sempre più difficile ed occorre una disponibilità reciproca nella ricerca. I 1600 e i 150 del Marco Polo ce ne mostrano un interessante modello» (Giancarlo Zappoli, Mymovies.it)

Il movimento E tu da che parte stai? è nato a Milano nei primi mesi del 2019, da un gruppo di donne e uomini sensibili al tema della felicità di bambine, bambini, ragazze e ragazzi, e impegnati quotidianamente per la loro crescita a scuola, nei quartieri e nelle città. Il suo manifesto “Umanità o indifferenza” è una mappa, composta da 11 aree profondamente connesse l’una con l’altra, tasselli di un percorso che ha come filo conduttore e come meta la felicità delle nuove generazioni. È una mappa in divenire, aperta al contributo di tutte le persone, di ogni età. La prima firmataria è Liliana Segre.