MEMORIA

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MEMORIA

un film di Apichatpong Weerasethakul
con Tilda Swinton, Elkin Díaz
sceneggiatura: Apichatpong Weerasethakul ● fotografia: Sayombhu Mukdeeprom
montaggio: Lee Chatametikool ● musiche: César López
produzione: Illuminations Films, Burning, Kick the Machine
distribuzione: Academy Two / MUBI
Colombia, Thailandia, Gran Bretagna, Messico, Francia, 2021 ● 136 minuti

v.o. inglese, spagnolo con sottotitoli in italiano

2021 festival di Cannes: premio della Giuria
Toronto IFF

Apichatpong Weerasethakul per la prima volta lascia il paesaggio e le atmosfere emozionali del suo paese, la Thailandia, per spostarsi in Colombia per un film misterioso che ricorda come non ci può essere completezza nella visione e nella comprensione del mondo senza un altro a fornirci le chiavi.

lunedì 27 Giugno
16:40

mercoledì 29 Giugno
21:40

Durante gli Anni Settanta e Ottanta la Colombia ha vissuto un periodo di grande violenza diffusa. Il film è ambientato in questo periodo e racconta la vicenda di una coltivatrice di orchidee che si reca a Bogotà per fare visita alla sorella malata. Qui incontra un’archeologa e un giovane musicista. Durante il suo soggiorno comincia a sentire dei rumori che non la fanno dormire di notte. La sua insonnia è sempre più preoccupante fino a quando incontra qualcuno che si presenta come un alieno.

«Girare in Thailandia era divenuto troppo confortevole per me, conosco da molto tempo le persone con cui lavoro, so tutto, troppo e adesso avevo invece un po’ voglia di perdermi. Avevo molta curiosità verso la cultura latino-americana e soprattutto per la foresta amazzonica. Ho scoperto la Colombia grazie a un festival, qualche anno fa, mi avevano invitato per una residenza di quattro mesi che mi ha dato la possibilità di viaggiare molto attraverso il Paese. All’inizio pensavo di andare in Amazzonia, poi le persone e le città che scoprivo mi ,affascinavano, e ho deciso che il mio film sarebbe stato lì. La storia che conoscevo poco a poco della Colombia, il rapporto tra passato e presente mi ricordava per certi aspetti la Thailandia. Il paesaggio ha la stessa intensità vivente che si può percepire in quello thailandese; sentiamo la potenza della terra che trema, dei vulcani, l’energia della natura che i colombiani accettano come parte dell’esistenza. E che vi penetra in diverse forme, profondamente radicate nella cultura e nell’esperienza quotidiana, penso all’ayahuasca, che si utilizza normalmente. La dimensione spirituale in questo senso, anche se la religione cattolica ha un peso molto forte, si lega alla natura.» (Apichatpong Weerasethakul )

«Se lo zio Boonme era un film su un uomo che può ricordare le sue vite passate, Memoria invece è la storia di una donna che si scopre punto di congiunzione tra presente, passato e futuro. Antenna appunto, capace di captare i segnali provenienti da altre dimensioni temporali, manifestazione di un mondo sotterraneo, invisibile eppure interconnesso. […] Memoria è anche un film sul subconscio che riemerge. È un film di spettri che si manifestano, che risalgono da un sé profondo e sconosciuto, tanto da apparirci come un’alterità. La comprensione allora deriva dal contatto con un altro sé, al quale siamo inspiegabilmente connessi secondo una visione filosofica che unisce panteismo e fantascienza, viaggi nel tempo e nello spazio che si rivelano circolari e ritornanti.» (Chiara Zuccari, sentieri selvaggi)