MEMORIES

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MEMORIES

un film di Kôji Morimoto, Tensai Okamura, Katsuhiro Ôtomo
sceneggiatura: Katsuhiro Ôtomo, Satoshi Kon ● fotografia: Hiroaki Edamitsu, Hitoshi Yamaguchi
montaggio: Takeshi Seyama ● musiche: Yôko Kanno, Jun Miyake, Hiroyuki Nagashima
produzione: Studio 4°C
distribuzione: Animagine (una collaborazione Adler e Dynit)
Giappone, 1995 ● 113 minuti

v.o. giapponese con sottotitoli in italiano

primo film di animazione giapponese ad aver impiegato la CGI nel suo processo produttivo, Memories è un’antologia sorprendente e affascinante, summa di un periodo d’oro degli anime che riunisce artisti del calibro di Omoto e Kon nella creazione di un’odissea visiva tutta da riscoprire.

domenica 18 Gennaio
23:50

Un film d’animazione composto da tre episodi. Nel primo, due astronauti cercano l’origine di un misterioso segnale di emergenza da loro captato, per ritrovarsi in uno strano mondo creato dai ricordi di una donna; nel secondo, un giovane chimico si trasforma per un tragico errore in una mortale arma biologica diretta verso la città di Tokio; nel terzo, una non identificata cittadina è disseminata di cannoni, che continuano a sparare verso un imprecisato e lontano nemico.

«Dopo Akira, abbiamo cominciato a sviluppare un progetto con ambizioni più internazionali, che facesse un ulteriore salto di qualità a livello produttivo e commerciale. Si presenta come un omnibus, un contenitore vario e diversificato che lo spettatore deve attraversare e da cui deve rimanere sorpreso. Per questo ho deciso di affidare due storie ad altri due registi… anche perché fare tutto da solo su Akira è stata un’impresa!» (Katsuhiro Omoto)

«Memories mescola fantascienza, satira e visioni distopiche in tre episodi diversissimi ma accomunati da un unico filo rosso stilistico e narrativo: ogni episodio mostra un aspetto della poetica di Otomo e della scuola d’animazione giapponese degli anni Novanta, con la sua fascinazione per la tecnologia, il sospetto verso il progresso, la capacità di alternare ironia e tragedia nello stesso respiro. Rivedere oggi questo film sul grande schermo significa confrontarsi con immagini che hanno ispirato generazioni di artisti e registi, ma anche riscoprire la libertà formale di un’epoca in cui l’animazione non aveva paura di mollare gli ormeggi e sperimentare.» (Andrea Di Lecce, Bestmovie.it)