MONICA

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MONICA

un film di Andrea Pallaoro
con Trace Lysette, Patricia Clarkson, Adriana Barraza, Emily Browning, Joshua Close
sceneggiatura: Andrea Pallaoro, Orlando Tirado ● fotografia: Katelin Arizmendi
montaggio: Paola Freddi
produzione: Varient Entertainment
distribuzione: I Wonder Pictures
Stati Uniti, Italia, 2022 ● 106 minuti

v.o. inglese con sottotitoli in italiano

2022, 79° Mostra del Cinema di Venezia: premio Arca CinemaGiovani, miglior film italiano
Annecy Italian Cinema Festival: miglior film di finzione

mercoledì 30 novembre proiezione speciale: ospite in sala il regista Andrea Pallaoro

Andrea Pallaoro porta al cinema un nuovo capitolo di una ideale trilogia iniziata con Medeas e proseguita poi con Hannah. Una famiglia fratturata, una storia piena di sfumature che esplora temi universali di abbandono, invecchiamento, accettazione e redenzione. Se Hannah era una donna incapace di rialzarsi, Monica è una donna moderna, che sa perdonare.

Monica torna a casa per la prima volta dopo una lunga assenza. Ritrovando sua madre e il resto della sua famiglia, da cui si era allontanata da adolescente, intraprende un percorso nel suo dolore e nelle sue paure, nei suoi bisogni e nei suoi desideri fino a scoprire dentro di sé la forza per guarire le ferite del proprio passato. Il ritratto intimo di una donna che esplora i temi universali dell’abbandono e dell’accettazione, del riscatto e del perdono.

«L’urgenza di realizzare questo film era capire meglio le conseguenze e le complessità del tema dell’abbandono, che io ho affrontato nella mia vita, e che è qualcosa che riconosco essere al centro della maggior parte delle mie esplorazioni creative. Negli ultimi anni la malattia di mia madre mi ha costretto a confrontarmi con il mio passato e gli effetti psicologici della perdita. Attraverso un linguaggio cinematografico che nasce dalla giustapposizione dell’estetica dell’intimità e dell’alienazione ci siamo addentrati nel panorama emotivo e psicologico di Monica per riflettere la natura precaria dell’identità personale quando sfidata dal bisogno di sopravvivere e, infine, trasformarsi. Quando sullo schermo vediamo personaggi trans, la storia di solito si concentra sul loro passaggio da un sesso all’altro. Il nostro film non cerca di far questo; la nostra è più un’esplorazione della vita interiore di una donna che il caso vuole sia transgender» (Andrea Pallaoro)

«Pallaoro (…) affronta il tema dell’abbandono come evaporato rancore, una rabbia trasformata nel rammarico per la paura di un’ulteriore perdita imminente (…). Con poche parole, delineando semplicemente un lento percorso di sutura di ferite dolorose, che prima di tutto prevede un percorso di autoconsapevolezza personale (…), la presa di coraggio di una donna adulta schiacciata dalle insicurezze, sopite dal riscatto di anni di vita indipendente. È un film on the road in più di un senso (…) che diventa il ritorno a casa in cerca della scoperta di una madre divenuta estranea da troppo tempo. Si riconoscono attraverso piccoli gesti di ritrovata intimità, corpi che si sfiorano e poi imparano a riconnettersi, ad abbracciarsi. Un percorso di grande pudore, un puzzle che si costruisce pezzo per pezzo, con la giusta calma e un’emozione crescente, senza interpretazioni imposte, lasciando libertà di riempire i silenzi e i dubbi narrativi con la propria esperienza. In questo aiuta la straordinaria presenza di Trace Lysette, un corpo e soprattutto un’anima candida che commuove.» (Mauro Donzelli, comingsoon.it)