NIDO DI VIPERE

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NIDO DI VIPERE
Jipuragirado jabgo sipeun jibseungdeul

un film di Kim Yong-hoon
con Jeon Do-yeon, Jung Woo-sung, Sung-Woo Bae
sceneggiatura: Kim Yong-hoon ● fotografia: Kim Tae-sung
montaggio: Meeyeon Han ● musiche: Nene Kang
produzione: Megabox Plus M
distribuzione: Officine Ubu
Corea del Sud, 2020 ● 108 minuti

v.o. coreano con sottotitoli in italiano

2020 RIFF: premio speciale della giuria

Brillante e magnetico esordio di Kim Yong-hoon, una black comedy pulp che rimanda ai film dei fratelli Coen ma con il guizzo registico tipico del cinema Coreano. Una miscela imprevedibile di violenza, ironia, stupidità e oscurità per raccontare lo spaccato di una società moderna che va verso la desolazione.

giovedì 29 Settembre
11:40

domenica 2 Ottobre
19:30

lunedì 3 Ottobre
11:00

mercoledì 5 Ottobre
13:30

Un umile inserviente, costretto a prendersi cura della madre malata, trova una grande borsa piena di soldi in un armadietto della sauna dove lavora. Ignora però che dietro alla borsa si nasconde un intreccio di storie di spietati malviventi: un doganiere indebitato, un feroce strozzino, un’astuta truffatrice, una giovane escort con un marito violento e un immigrato illegale si danno la caccia nel tentativo di mettere le mani sul denaro. Tra omicidi, tradimenti, colpi di fortuna e sfortuna i loro destini beffardi s’incrociano, cacciandoli in guai sempre più profondi, in un disperato gioco senza esclusione di colpi.

«Anche se il film descrive personaggi che si stanno lentamente trasformando in bestie che non esitano davanti a nulla e giustificano l’immoralità, questo film racconta una storia normale che può accadere nella vita reale, quindi ho fatto il possibile per mostrare la loro disperazione. I personaggi di Nido di vipere rappresentano la disperazione della realtà contemporanea e per questo possiamo immedesimarcisi. Proprio come suggerisce il titolo, tutti i personaggi del film vengono spinti verso un baratro dove devono aggrapparsi a qualsiasi cosa pur di non precipitare. Potrebbero sembrare personaggi spietati, ma mentre viviamo le loro situazioni da spettatori, impariamo mano a mano a simpatizzare e a tifare per loro.» (Kim Yong-hoon)

«Film d’esordio di Kim Yong-hoon (…) è un perfetto esempio di quello che è e riesce a fare oggi la migliore industria cinematografica del mondo: quella coreana. Oltre a rispecchiarne perfettamente l’ideologia industriale, Nido di vipere è un caso esemplare del cinema coerano contemporaneo anche dal punto di vista della stratificazione e della mescolanza dei generi e da quello della metabolizzazione locale di influenze estere. Quello di Kim Yong-hoon è infatti un neo-noir al cui interno si rintracciano facilmente dosi abbondanti di commedia (nera e non), di thriller tradizionale, di dinamiche pulp chiaramente tarantiniane. Più, però, che verso Pulp Fiction e il suo autore, i debiti di Nido di vipere sono chiaramente quelli nei confronti del cinema dei fratelli Coen: certamente Fargo, e, certamente, Non è un paese per vecchi, ma senza dimenticare mai Blood Simple, o Crocevia della morte. Perché quella che Kim Yong-hoon mette in scena è, sì, certamente, una storia di rapacità e di avidità che vengono punite, ma ancora di più è una storia che racconta, come sempre i Coen, del grande e imperscrutabile caos dell’esistente e dell’esistenza, che non si cura di piani, strutture, impicci, imbrogli per imporre a noialtri essere umani una casualità spesso beffarda. (…) Kim Yong-hoon (…) è un regista capace, e intelligente (…) in grado di assemblare un prodotto che funziona narrativamente e commercialmente, e di metterci dentro, a questo prodotto, anche qualcosina di suo. (…) Avercene (…) di film e registi così.» (Federico Gironi, comingsoon.it)