NOTE DI CINEMA E UN CACO #3 NOSFERATU IL VAMPIRO

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NOTE DI CINEMA E UN CACO #3
NOSFERATU IL VAMPIRO

un film di F.W. Murnau
con Max Schreck, Alexander Granach, Gustav von Wangenheim
sceneggiatura: Henrik Galeen
fotografia: F.A. Wagner, Gunther Krampf
produzione: Jofa-Atelier Berlin-Johannisthal
Germania, 1922 ● 84 minuti

proiezione all’aperto in via Soperga 41, presso H+
il biglietto si fa al Beltrade e costa € 9,00
prenotazioni fino a esaurimento posti: manda una mail a
prenota@cinemabeltrade.net, ti risponderemo.

il programma:

SHERLOCK JUNIOR: lunedì 12 luglio > musiche originali di Rossella Spinosa
Rossella Spinosa al pianoforte

IL GOLEM: lunedì 19 luglio >  musiche originali di Rossella Spinosa
Tania Camargo Guarnieri, violino e Rossella Spinosa al pianoforte

NOSFERATU: lunedì 26 luglio spostata a lunedì 2 agosto > musiche originali di Rossella Spinosa
Rossella Spinosa al pianoforte

In via Soperga 41, a due minuti dal Beltrade, c’è un giardino nascosto, con un grande bellissimo caco (e anche una splendida magnolia – che se no s’offende). è lì che proietteremo, in collaborazione con ACCAPIÙ e con la musicista e compositrice Rossella Spinosa tre capolavori del muto sul grande muro, con le sedie nel prato, un pianoforte che ci inonderà di note dalla veranda, e una sera anche un violino!

lunedì 2 agosto
21:30

Il giovane agente immobiliare tedesco Hutter viene spinto dal suo datore di lavoro, Knock, ad accettare un incarico in Transilvania, dove dovrebbe concludere la vendita di alcune case di Brema al nobile Conte Orlok. Sfortunatamente, giunto nel suo castello situato sui Carpazi, scoprirà di essere finito nelle mani di un vampiro che lo terrà suo prigioniero e poi partirà per la Germania, desideroso di portare pestilenza e morte nella nazione.

«Luci e ombre che creano squadrature e angoscia anche nelle brulle ed erose montagne dei Carparzi, anche nelle quasi infinite dune di sabbia, anche nelle larghe vie di Brema, assumendo significati stranianti. Ed ecco qui la grandezza di Murnau e del suo approccio artistico. Nosferatu diventa non un film espressionista ma, il film espressionista. Rispettando quelle che erano le regole di questo fenomeno, il regista tedesco le impone in uno scenario che, fino ad allora, era rimasto a priori escluso: i paesaggi originali, gli esterni. Piuttosto che ricreare boschi e sabbie nello studio, impone il buio e l’oscurità fuori. E supera la prova. L’atmosfera mistica che circonda il desolato castello è al limite di una nebbiosa visione mitologica. Quindi, arrivando a ingannare le leggi della Natura, si sancisce la potenza espressiva del cinema e, fatto questo, eccoci di fronte al motivo per cui Nosferatu è ritenuto il primo grande Capolavoro della settima arte.» (Fabio Secchi Frau, storiadeifilm.it)