NOSTALGIA DELLA LUCE

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NOSTALGIA DELLA LUCE
NOSTALGIA DE LA LUZ

regia di Patricio Guzmán
con Gaspar Galaz, Lautaro Núñez, Luís Henríquez, Miguel Lawner, Victor González
sceneggiatura: Patricio Guzmán • fotografia: Katell Djian
montaggio: Patricio Guzmán, Emmanuelle Joly • MUSICA: Miguel Miranda, José Miguel Tobar
distribuzione: I Wonder Pictures
Francia, Germania, Cile, Spagna, USA, 2010 • 90 minuti

V.O. spagnola con SOTT. IN ITALIANO

In collaborazione con i wonder pictures e Fil Rouge media, arriva in sala NOSTALGIA DELLA LUCE di Patricio Guzmàn, il primo capitolo del dittico dedicato al Cile e al golpe di Pinochet

questa prima parte guarda al nord desertico del paese, come specularmente la seconda (LA MEMORIA DELL’ACQUA) riguarda l’estremo sud patagonico, insulare, acquatico. Un progetto documentaristico di ampio respiro storico e poetico

Miglior Documentario agli European Film Academy Prize 2010, fuori concorso a Cannes Film Festival 2010, Miglior Documentario per l’International Association of Documentary 2011 e selezionato tra i 20 migliori documentari del secolo (Sight and Sound)

Cile, deserto di Atacama. Astronomi di tutto il mondo si radunano a tremila metri di altitudine per osservare le stelle. Nel frattempo, mentre gli astronomi esaminano le galassie distanti in cerca della vita extraterrestre, ai piedi dell’osservatorio un gruppo di donne scava la terra del deserto in cerca dei loro parenti scomparsi sotto il regime di Pinochet. Nel deserto, infatti, il calore del sole mantiene intatti i resti umani: quelli delle mummie, degli esploratori, dei minatori e dei prigionieri politici della dittatura.

«Per un astronomo, il solo tempo che conta è il passato. La luce delle stelle impiega centinaia di migliaia di anni a raggiungerci. Ecco perché gli astronomi guardano sempre indietro. Verso il passato. Vale lo stesso per gli storici, gli archeologi, i geologi, i paleontologi e le donne che cercano i loro cari defunti. Tutti hanno questa cosa in comune: osservano il passato per comprendere meglio il presente e il futuro. Posti di fronte all’incertezza dell’avvenire, solo il passato può venirci in aiuto.» (dalle note di regia di Patricio Guzmán)

«C’è un regista capace di collegare nei suoi film l’acqua e le stelle, l’uomo e il cosmo, un bottone di madreperla e il genocidio di un popolo, il mistero dell’esistenza umana e gli onori di un passato non ancora elaborato, le esperienze personali e la storia di una nazione, il particolare e l’universale. Suggestioni apparentemente assai distanti ma unite in realtà da legami misteriosi e segreti. Si chiama Patricio Guzmán (…) e riesce a coniugare documentario e poesia come nessun altro. (…) Il Cile e la sua storia, tra cielo e terra, corpi celesti e corpi umani fatti della stessa sostanza delle stelle, è al centro di ‘Nostalgia della luce’, girato in un luogo in cui il passato è più accessibile che altrove. Il documentario ci offre una profonda riflessione sulla memoria, una struggente indagine su una umanità che affonda le proprie radici non nelle viscere della terra, ma nel cielo, oltre la luce. (…)» ( Alessandra De Luca, Avvenire)