NOUVELLE VAGUE
un film di Richard Linklater
con Zoey Deutch, Alix Bénézech, Guillaume Marbeck, Aubry Dullin, Adrien Rouyard, Roxane Rivière
sceneggiatura: Holly Gent, Laetitia Masson, Vincent Palmo Jr., Michèle Péti
fotografia: David Chambille
montaggio: Catherine Schwartz ● musiche:
produzione: ARP Sélection
distribuzione: Lucky Red
Francia, 2025 ● 105 minuti
v.o. francese con sottotitoli in italiano
2025 Festival di Cannes: concorso

un omaggio luminoso alla nascita della Nouvelle Vague: Richard Linklater torna al cinema con un’opera che racconta l’energia, le idee e le rivoluzioni che hanno cambiato il cinema per sempre. un viaggio cinefilo tra passione, amicizia e libertà creativa.
07:00
1959. La nouvelle vague impazza a Parigi e i primi film girati dai suoi esponenti François Truffaut e Claude Chabrol raccolgono un plauso unanime. Manca solo a Jean-Luc Godard di passare dietro la macchina da presa, ma si convince a farlo e trova l’aiuto del produttore Beauregarde. Ne nascerà Fino all’ultimo respiro, film-simbolo della nouvelle vague, destinato a cambiare per sempre la storia del cinema.
«Ho pensato se fai tanti film ne puoi fare uno sul fare cinema, Nouvelle Vague è il mio. Il cinema è un gran bel posto, dove vivere. Lo scopo del film era far sentire la magia e l’attitudine della nouvelle vague, […], che è stata a suo tempo una novità, principalmente perché quei giovani registi erano in primis dei critici affermati. È importante conoscere su un piano teorico la forma d’arte che ti interessa esplorare per poter poi creare qualcosa di tuo.» (Richard Linklater)
«Il merito più grande di Linklater, però, è quello di aver donato a Nouvelle Vague una grande leggerezza, una giocosa spensieratezza. Che sono fondamentali, mi permetto di credere, per fare cinema e per ogni approccio creativo, perché diventano da sole grande libertà mentale e intellettuale. Raccontati da Linklater, i giganti della nouvelle vague francese sono amici che ridono, si prendono in giro, e così facendo si supportano a vicenda. E lo stesso Godard, che Linklater racconta per quello che era – un genio, un visionario, e un uomo difficile – senza fare sconti né al contrario farne il santino, mostra nel film anche il suo lato più leggero, ironico, umoristico. Capace, in certi momenti, di non prendersi troppo sul serio e di farsi prendere in giro dai suoi attori e della sua troupe senza però mai dimenticare la serietà dell’obiettivo che si era posto. Senza dimenticare nemmeno che c’è della gioia nella fatica di fare un film, e che anche chi ha l’ego di Godard può permettersi di sorridere e far sorridere. E allora ecco che Nouvelle Vague non è solo l’omaggio a un capolavoro e a un genio; un’altra lettera d’amore al cinema; un film che potrebbe e dovrebbe ispirare tanti giovani aspiranti registi. È anche il film che ricorda a tutti noi magari il cinema non lo facciamo, ma che lo vediamo e ne parliamo per passione o professione, che ci si può rapportare ai capolavori con leggerezza e semplicità, e non solo con aria pensosa e letture ardite e profonde. Il capolavoro non se avrà a male, fidatevi. Tutt’altro.» (Federico Gironi, comingsoon.it)
