Nuevo orden

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NUEVO ORDEN

un film di Michel Franco
con Naian González Norvind, Diego Boneta, Monica del Carmen, Dario Yazbek Bernal,
Javier Sepulveda ● sceneggiatura:  Michel Franco ● montaggio: Óscar Figueroa,
Michel Franco ● fotografia: Yves Cape ● musiche: Mauricio Gonzo Arroyo, Cormac Roth
produzione: Teorema, Les Films d’Ici
distribuzione: I Wonder
Messico, Francia, 2020 ● 88 minuti

v.o. spagnolo con sottotitoli in italiano

2020, Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia: Leone d’argento, Gran Premio della Giuria,
Leoncino Agiscuola ● Stockholm FF: Impact award ● San Sebstian IFF: in concorso

proprio là dove Parasite aveva il suo culmine – la festa padronale – Nuevo Orden riprende il filo di un gioco al massacro fra le parti sociali che sembra parte inevitabile di un futuro prossimo. questa volta senza l’empatia garantita dallo stile del maestro coreano, ma con gli eccessi di un cinema latinoamericano testimone di tante dittature.

al posto del bianco e nero, un non casuale verde pervasivo, insieme a coreografie da performance artistica, rendono più astratta la violenza,e ne alleggeriscono la brutalità, ma proiettano la realtà in uno schema di eterno ritorno, senza respiro.

venerdì 7 maggio
13:10

Città del Messico, 2021. Un sontuoso matrimonio aristocratico degenera in un’inaspettata rivolta di classe che spiana la strada ad un violento colpo di Stato. Attraverso gli occhi di una gentile sposa e dei suoi maggiordomi che lavorano per – e contro – la sua famiglia benestante, Nuevo Orden segue le tracce del collasso di un sistema politico basato su una disparità sociale ed economica sempre più diffusa e insostenibile, e la nascita di un altro ancora più angosciante. Un affascinante e distopico film drammatico, Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria della 77a Mostra del Cinema di Venezia, che mostra i risvolti più scioccanti di una realtà forse non troppo lontana.

«Ho cominciato a pensare a Nuevo Orden 5 anni fa, e ho ultimato la sceneggiatura 3 anni fa. Per me è una sorta di monito: “Non arriviamo a quel punto”. Cinque anni fa non avrei mai pensato che al momento dell’uscita il mondo sarebbe stato così vicino a questa distopia. La pandemia ha ulteriormente aggravato la situazione: i gilet gialli in Francia, i disordini in Perù e Colombia, fino al movimento Black Lives Matter. Ogni paese, per motivi diversi, affronta queste situazioni, perché la gente è scontenta, e ho paura che i governi si approfittino della situazione.» (Michel Franco)

«Se l’incipit propone un immaginario che non può non far pensare al recente instant cult Parasite, nello scontro tra classi sociali che irrompe e gioca all’interno dell’abitazione dove si sta tenendo il ricevimento in una vena da home invasion crudo e puro, Nuevo Orden evolve in altro durante la sua ora e mezza di proiezione, seguendo i rintocchi di un turbolento colpo di stato dall’alternanza di sguardi dei diversi membri della famiglia e della servitù.
Franco, che scrive, dirige e produce, pone gli argini della narrazione a ridosso del rapido scalare degli eventi, fluidificando con taglio chirurgico il posizionarsi dei colpi battuti all’interno di una trama che accompagna la collaterale e brusca vicenda a centro del racconto come amara allegoria del processo dietro il forzato passaggio di consegne in cima alle catene di comando di una nazione. Nonostante lavori tematicamente attraverso l’utilizzo di personaggi che si rendono icona e chiari portatori di significato, sul piano più squisitamente di intrattenimento al regista non va di perdersi in eccessive simbologie e per questo si mantiene aderente al tessuto più pulsante e carnale dei personaggi considerati e messi su schermo.
Quindi se da una parte c’è la mente alveare dell’atto rivoluzionario che sembra solo in apparenza partire dal basso e spinto dalla guerra senza tempo dei ricchi contro poveri, dall’altra c’è il brutale cameratismo della corrotta istituzione armata di un esercito pronto a far volgere economicamente la situazione di caos a proprio favore, mentre nel frattempo i gerarchi intavolano le carte dove spartire e ridisegnare le geometrie di un “nuovo ordine” dove a valere è la spietatezza degli interessi personali che fanno magari un ampio giro in tondo ma tornano sempre lì ad intrecciarsi tra di loro in un atto eticamente quasi orgiastico ed incestuoso.» (Alessio Zuccari, anonimacinefili.it)