one day one day

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one day one day

un film di Olmo Parenti
e la collaborazione di Marco Zannoni, Matteo Keffer, Giacomo Ostini
fotografia: Matteo Keffer ● montaggio: Olmo Parenti
produzione: A THING BY / Will Media
distribuzione: A THING BY
italia, 2021 ● 78 minuti

v.o. inglese con sottotitoli in italiano

proiezioni speciali 27 e 29 maggio
alla presenza degli autori

i biglietti si possono acquistare al seguente link: bit.ly/ONEDAY_B

Un anno della vita dei braccianti agricoli che vivono nella baraccopoli di Borgo Mezzanone, la più grande in Italia. One Day One Day è il racconto di un fenomeno, il caporalato, conseguenza dell’immobilità sociale del nostro paese. Una testimonianza delle sue cause che vuole spingerci a pensare che possiamo e dobbiamo fare meglio di così.

venerdì 27 Maggio
21:40

domenica 29 Maggio
21:40

In Italia oltre 500.000 immigrati vivono senza documenti e in condizioni di estrema precarietà. Molti di loro cercano rifugio e lavoro nelle campagne del nostro paese dove vengono impiegati per raccogliere il cibo che acquistiamo nei supermercati. One Day One Day mostra le vite di queste persone dall’interno dei ghetti e delle baraccopoli sparse nel nord della Puglia, gli unici posti disposti ad accoglierli.

«Siamo scesi nella capitanata per la prima volta a Giugno 2020. L’obiettivo inizialmente era produrre un breve documentario sul fenomeno del caporalato da distribuire online in quello che sembrava un momento di risveglio per la coscienza anche del nostro paese (soprattutto sulla scia della morte di George Floyd). Ci sono bastati pochi giorni per capire che la questione fosse ben più complessa del singolo caporalato; conoscendo questi ragazzi ci siamo resi conto che la tragedia dello sfruttamento sul lavoro – di cui spesso parlano televisioni e giornali – fosse solo la conseguenza dell’immobilità sociale che nel nostro paese avrebbero dovuto affrontare, possibilmente per tutta la vita. […] Il film è volutamente girato tutto in presa diretta e con la mia voce presente non come voce fuori campo, ma come interlocutore dei protagonisti. Questa è stata una scelta dettata dalla volontà di rendere esplicito l’intento di chi sta dietro la camera e dichiarare quello che potesse essere il suo filtro. E’ un tentativo di rendere il film il più onesto possibile.» (Olmo Parenti)

«One day one day non è un’inchiesta sul fenomeno del caporalato, ma uno sguardo in soggettiva sui suoi protagonisti, che ha come obiettivo quello di far comprendere le difficoltà che affronta chi rimane invisibile alla nostra società. (…) Dopo aver montato il girato il regista si è rivolto alle più svariate realtà di produzione e distribuzione cinematografica presenti in Italia, riscuotendo apprezzamenti per il lavoro svolto ma senza mai ottenere un aiuto concreto. (…) perché? Perché la tematica trattata ci mette in crisi. Riguarda tutti noi, ma pochi sono disposti ad affrontarla perché troppo “dolorosa”, spesso inflazionata o perché gli strumenti di lettura si rivelano incompleti e lacunosi. È così che il gruppo di A THING BY, senza sostegno dal punto di vista della distribuzione e auto finanziando il progetto, ha deciso di introdurre la categoria “vietato ai maggiorenni” facendo una promessa ai giovani: organizzare insieme a Will Media un tour di proiezioni gratuite nelle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia. Un modo per lasciare agli adulti di domani la possibilità di aprire gli occhi su una situazione che per quanto a noi vicina sembra lontanissima dalle nostre vite.» (socialartist.it)