PIAZZOLLA – LA RIVOLUZIONE DEL TANGO

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PIAZZOLLA – LA RIVOLUZIONE DEL TANGO

un film di Daniel Rosenfeld
con Astor Piazzolla, Daniel Piazzolla
sceneggiatura: Daniel Rosenfeld ● fotografia: RAMIRO CIVITA
montaggio: ALEJANDRO CARRILLO PENOVI
produzione:  IDÉALE AUDIENCE, DANIEL ROSENFELD FILMS
distribuzione: Exit Media
Argentina, Francia, 2019 ● 90 minuti

v.o. spagnolo con sottotitoli in italiano

Un inedito ed evocativo viaggio nel cuore della vita e della musica di Astor Piazzolla, il mitico compositore argentino che rivoluzionò il tango.

Nell’anno del Centenario della nascita del genio del tango (11 marzo 1921), per la prima volta vengono aperti al pubblico dal figlio Daniel gli archivi del leggendario bandoneonista: fotografie, nastri vocali e riprese in super8, che non solo rafforzano la dimensione pubblica e il contributo al mondo della musica, ma che fanno luce sull’intimità dell’artista.

«La vita di Astor sembra dispiegarsi all’infinito da tutte le parti, senza limiti. Per questo ho voluto fare un film che fosse Piazzolla per Piazzolla, senza interviste e con archivi familiari inediti. Questo film, oltre a ritrarre un genio musicale, racconta anche la profondità del legame ancentrale tra genitori e figli. Non solo Nonino e Astor, anche Diana che cerca suo padre e, naturalmente, Daniel Piazzolla e suo padre. E l’amore tra tutti loro; quella parola che a volte suona così banale. E il centenario è un buon momento per osare la riscoperta di Piazzolla, un’occasione per disarmare il cliché che tutti abbiamo su di lui e le sue composizioni. Ricordo che in una delle proiezioni a Buenos Aires c’era tutta una fila di amici cinquantenni che avevano portato i loro nipoti, perché potessero incontrare Piazzolla. Alla fine ho sentito un adolescente abbagliato dall’ottetto che ha esordito con un: “Zio, questo non è tango!» (Daniel Rosenfeld)

«Oltre alla poesia e alle risse, Astor Piazzolla aveva due passioni. Il tango, che rivoluzionò, e la caccia allo squalo, che praticò finché poté. «Un giorno scrivo e l’altro pesco, perché quando pesco penso»: i due interessi sono meno slegati di quanto appare, e Rosenfeld, che sottotitola il film Los años del tiburón, “gli anni dello squalo”, lo sa. Anziché infarcire il doc di teste parlanti, costruisce un teso corpo a corpo: tra il compositore e il suo bandoneón, tra l’Argentina e la sua musica («cade Perón e cade il tango, curioso»), tra un figlio, Daniel, e un padre troppo ingombrante per non costruirsi da sé la propria narrazione, con ore e ore di nastri che accompagnano splendidi home movie. Dentro i quali sfila tutto il Novecento, da New York a Parigi a Buenos Aires.» (Caterina Bogno, Film Tv)