PIOGGIA DI RICORDI

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PIOGGIA DI RICORDI
Omohide poro poro

un film di Isao Takahata
sceneggiatura: Isao Takahata ● fotografia: Hisao Shirai
montaggio: Naoki Kaneko ● musiche: Katsu Hoshi
produzione: Studio Ghibli
distribuzione: Lucky Red
Giappone, 1991 ●  118 minuti

v.o. giapponese con sottotitoli in italiano

proiezione speciale lunedì 22 luglio ore 21
in sala l’autore Andrea Fontana, autore del libro
STUDIO GHIBLI – L’ANIMAZIONE UTOPICA
E MERAVIGLIOSA DI MIYAZAKI E TAKAHATA. ed. bietti

primo film realista dello Studio Ghibli, PIOGGIA DI RICORDI è un capolavoro di Takahata, cofondatore di Ghibli insieme a Miyazaki. a lui è dedicata un’intera rassegna, seguiranno POPMPOKO, I MIEI VICINI YAMADA e LA STORIA DELLA PRINCIPESSA SPENDENTE.
PIOGGIA DI RICORDI oscilla poeticamente tra passato e presente, vita e ricordi, città e campagna attraverso un tono intimo e sognante, un flusso dolce e battente come gocce di pioggia sui vetri.

lunedì 29 Luglio
19:20

mercoledì 31 Luglio
12:50

Nel 1982 Taeko, una donna di 27 anni, lavora come impiegata a Tokyo. Durante una vacanza torna in campagna, nella sue terre d’origine, a trovare dei parenti e ad aiutarli a raccogliere del cartamo. Durante il viaggio, inizia a pensare alla propria infanzia e viene sommersa dai ricordi fino a riscoprire se stessa.

«I film che ho sempre desiderato fare non sono finalizzati all’immediato compiacimento degli spettatori. Sono felice di aver potuto creare dei lavori che portano il pubblico a rifletterci, a parlarne a posteriori. Quando incontro per caso qualcuno che sta discutendo di un mio film dopo averlo visto, sono orgoglioso e soddisfatto nel constatare che non ne sono rimasti semplicemente commossi durante la visione: ne hanno semmai estrapolato qualcosa che sentono vicino alle proprie vite, che li ha portati a confrontarsi con determinati argomenti e che dunque ha avuto su di loro un impatto più durevole.» (Isao Takahata)

«Ciò che più colpisce è però la libertà con cui l’autore modula il racconto: ancor più dei colleghi che lavorano o hanno transitato per lo Studio, Takahata si dimostra un innovatore che non si adegua necessariamente agli standard figurativi del marchio, imponendo una visualità personale. In questo caso, il design dei personaggi (curato da Yoshifumi Kondo), pur allineandosi alla cifra un po’ morbida e tondeggiante delle opere di Miyazaki, preme per un maggiore realismo delle anatomie e dei visi, in modo da esaltare la natura terrena e non fantastica del racconto. Cionondimeno, la rottura della linearità narrativa insita nei continui andirivieni fra passato e presente regala alla progressione narrativa una qualità onirica e sognante, esaltata poi dagli inserti puramente liberi e immaginifici. (…) Il tutto trova una sua felice destinazione nella storia d’amore “in divenire” fra la Taeko adulta e il giovane Toshio, che secondo i classici codici del mélo giapponese è basata su un progressivo avvicinarsi, destinato a non sfociare mai in una esplicita passione, contentandosi del vedersi concludere poco a poco (goccia a goccia, come ricorda il titolo).» (Davide Di Giorgio, sentieriselvaggi.it)