
PORTUALI
un film di Perla Sardella
fotografia: Perla Sardella ● montaggio: Perla Sardella
musiche: Alabaster De Plumem Ruth Goller e Momoko Gill
produzione: Berenice Film
distribuzione: OPENDBB – Distribuzioni dal basso
Italia, 2024 ● 81 minuti
v.o. italiano
proiezione speciale, domenica 30 marzo ore 21.30
in sala la regista Perla Sardella
Carlo Tombola di Weapon Watch
Josè Nivoi del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali
Associazione Labiba

il documentario di Perla Sardella, la cui produzione ha avuto inizio prima della recente escalation militare, indaga la tragedia delle aggressioni belliche attraverso uno sguardo attento sulla lotta politica del C.A.L.P., Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova. un’opera che intende parlare direttamente e apertamente di lotte sindacali, organizzazione del dissenso e antimilitarismo, che si presentano in questa preziosa pellicola come percorsi praticabili e motori di un cambiamento concreto.
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Uno spaccato sulla lotta politica del C.A.L.P., Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova, tra il 2019 e il 2023. Gli scioperi contro la “nave delle armi” e la ricerca di un sindacato più attento alle istanze del presente. La sicurezza sul posto di lavoro, l’antimilitarismo, il dialogo con gli altri portuali del Mediterraneo. Il sogno di dare forma a un mondo diverso, e il prezzo che comporta.
«Portuali è un film nato dalla volontà di esporsi all’irriducibile flagranza della lotta, innescando un corpo a corpo con la realtà dove il cinema rinunciasse a strategie affettate. Trovandomi a confronto con un gruppo interamente maschile, ne ho offerto un ritratto da una prospettiva inattesa, quella della parola, che qui è materia, ritmo, motore di un’azione volta al cambiamento. Sento fortemente necessario parlare di antimilitarismo, di lotte sindacali, di come si organizza il dissenso, in un clima che ormai tende a rimuovere questi temi, o a gettare su di essi l’ombra della repressione. Anche se il lavoro su questo film comincia ben prima della escalation bellica più recente, si pone fin dall’inizio la necessità di affrontare la tragedia delle aggressioni a corpi e terre in atto in tutto il mondo.» (Perla Sardella)
«Lavoro e conflitto sono al centro del cambiamento. Perla Sardella, trentaquattrenne regista genovese, insegnante di scuola superiore, già autrice di diversi documentari, non teme di sperimentare appunto il potere della parola, cogliendo l’aspetto imprescindibile, e ormai purtroppo fuori moda, dell’attesa, del ricamo paziente ed esplorativo, sempre teso verso la verità e la lotta. Il ritmo è dato dal dialogo, dalla condivisione e le immagini sono sempre e soltanto al servizio della comprensione, l’arma più tagliente contro il mito della mercificazione globale senza scrupoli.» (Leonardo Lardieri, Sentieri selvaggi)