Qualcuno Volò Sul Nido del Cuculo
One Flew Over the Cuckoo’s Nest
un film di Miloš Forman
con Jack Nicholson, Louise Fletcher,
Christopher Lloyd, Danny De Vito
sceneggiatura: Lawrence Hauben, Bo Goldman ● fotografia: Haskell Wexler, Bill Butler
montaggio: Sheldon Kahn, Lynzee Klingman ● musiche: Jack Nitzsche
produzione: Fantasy Films, N.V. Zvaluw
distribuzione: Lucky Red
Stati Uniti, 2025 ● 133 minuti
v.o. inglese con sottotitoli in italiano
1976, Oscar: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attore,
Miglior Attrice e Miglior Sceneggiatura Non Originale
1976, David di Donatello: miglior regista straniero, miglior attore straniero
1976, Golden Globe: Miglior film drammatico, Miglior regia, Miglior attore,
Miglior attrice, Miglior attore, Migliore sceneggiatura
1977, Bafta: Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista,
Miglior attrice protagonista, Miglior attore non protagonista, Miglior montaggio

a 50 anni dalla sua uscita, ritorna ad animare le sale cinematografiche con la sua carica eversiva e la sua folle poesia un film manifesto degli anni ’70, il lavoro che ha consacrato la maschera grottescamente gentile di Jack Nicholson, ma soprattutto una struggente e vitale dichiarazione di amore e libertà.
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All’interno di un ospedale psichiatrico regolato da ordine, pulizia e rituali quotidiani, la vita scorre secondo un equilibrio fragile e apparentemente rassicurante. I pazienti condividono giornate ripetitive, scandite da terapie di gruppo e regole non scritte, mentre il tempo sembra essersi fermato. L’arrivo di Randle P. McMurphy introduce una presenza estranea a quel sistema, una vitalità incongrua che mette lentamente in discussione abitudini, paure e silenzi sedimentati.
«Per me, [la storia] non era solo letteratura, ma vita reale, la vita che ho vissuto in Cecoslovacchia dalla mia nascita nel 1932 fino al 1968. Il Partito Comunista era la mia infermiera Ratched, che mi diceva cosa potevo e non potevo fare; cosa mi era o non mi era permesso dire; dove potevo e non mi era permesso andare; persino chi ero e chi non ero» (Milos Forman)
«Qualcuno volò sul nido del cuculo è un’opera sovversiva che riflette non solo sul rapporto tra normalità e follia ma anche sulla fragilità dell’individuo di fronte al sistema di potere. L’isolamento precede la rimozione e l’eliminazione dell’elemento disturbante, della deviazione dalla norma. La ribellione di McMurphy viene combattuta con mezzi resi possibili da leggi e norme fondamentalmente repressive e disumane. La bellezza di un gesto sovversivo ed umano è l’unica via di uscita dalla prigione. (Fabio Fulfaro, sentieriselvaggi.it)
