QUELL’ESTATE CON IRÈNE

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Quell’estate con Irène

un film di Carlo Sironi
con Noée Abita, Camilla Brandeburg
sceneggiatura: Carlo Sironi e Silvana Tamma
fotografia: Gergely Poharnok
montaggio: Chiara Dainese
produzione: Kino produzioni, Rai Cinema
distribuzione: Fandango
Italia, Francia 2024 ● 90 minuti

v.o. italiano con sottotitoli in italiano

Berlinale 2024: Generation 14plus
Bellaria Film Festival 2024: Concorso Casa Rossa

giovedì 30 maggio ore 21.30
proiezione speciale
in sala il regista Carlo Sironi

Alla seconda opera Carlo Sironi regala un film profondamente sentito, di respiri profondi e attimi rubati, contraddistinto dal suo stile pacato ed essenziale. Presentato nella sezione Generation alla Berlinale, Quell’Estate con Irène ricrea le atmosfere nostalgiche delle stagioni passate e le sensazioni indimenticabili delle prime esperienze.

domenica 23 Giugno
15:20

Agosto 1997. Clara e Irène si incontrano per la prima volta durante una gita organizzata dall’ospedale che le ha in cura. Timida e solitaria l’una, sfacciata e inarrestabile l’altra, in comune hanno soltanto i loro 17 anni e quella malattia che sembrava sconfitta ma è ancora un’ombra presente nelle loro vite. Eppure quando sono insieme la paura svanisce e bastano poche ore a renderle inseparabili. Al punto di decidere di scappare insieme su un’isola lontana da tutti dove poter finalmente vivere la loro prima vera estate.

«Quell’estate con Irène nasce dal desiderio di raccontare quel momento in cui le prime impressioni della vita ci colpiscono e vanno a creare la nostra identità e la nostra memoria, quell’estate che non dimenticheremo mai. Volevo realizzare un film che avesse la sostanza indefinita di un sogno ad occhi aperti e la precisione chirurgica dei ricordi più importanti. La prima volta che l’ho immaginato stavo ascoltando To Wish Impossible Things dei The Cure: “Remember how it used to be / when the sun would fill up the sky. / Remember how we used to feel, / those days would never end” » (Carlo Sironi)

«Quell’estate con Irène è un’opera non solo di grande maturità ma profondamente sentita, che si chiede come poter portare sullo schermo le emozioni che si provano in un certo momento e dargli una forma, ma che utilizza il cinema anche come creazione di tante possibili, infinite storie come avviene quando le due ragazze simulano i dialoghi delle persone che riprendono con la telecamera e fanno il verso dei baci. Ma è anche un film sul tempo delle stagioni (e della vita) dove anche il semplice arrivo di un temporale diventa un’istantanea indelebile. In Quell’estate con Irène restano tutti i gesti, anche quelli più normali come la scena di Clara che asciuga i capelli a Irène. Un ritratto della giovinezza con le ombre della morte ma che respira vita in ogni fotogramma. Forse è il nostro Aftersun.» (Simone Emiliani, sentieriselvaggi.it)