
L’INFINITO
un film di Umberto Contarello
con Umberto Contarello, Eric Claire, Carolina Sala, Margherita Rebeggiani
sceneggiatura: Umberto Contarello, Paolo Sorrentino ● fotografia: Daria D’Antonio
montaggio: Federica Forcesi ● musiche: Danilo Rea
produzione: The Apartment, UMI Films, Numero 10
distribuzione: Piper Film
Italia, 2025 ● 91 minuti
v.o. italiano
1980 Taormina International FF: premio all’innovazione

Un’opera autobiografica, intimista e sincera che segna il debutto alla regia di Umberto Contarello, celebre sceneggiatore e storico collaboratore di Sorrentino, che si concede a un confessionale sentimentale tra passato, presente e bianco e nero.
20:00
La vita di uno sceneggiatore di un certo successo crolla come un terremoto dal quale sopravvive a fatica, lasciandolo senza nulla. “L’infinito” racconta il trascorrere dei giorni vagabondi e dolenti di questo superstite che tenta di ricostruire un senso all’esistenza. Tenta di ritrovare un lavoro sebbene la sua carriera sia in irreversibile declino, tenta di riconquistare il rapporto con sua figlia spazzato via dal recente divorzio, tenta di aiutare una giovane sceneggiatrice di talento. Si adatta alla sua nuova casa, vuota e troppo spaziosa per la sua solitudine, si occupa delle incombenze burocratiche da cui era sempre fuggito. Alle volte piange e alle volte sorride delle cose assurde che accadono a chi vaga la vita senza una meta. Il caso gli regala fugaci incontri con persone sconosciute. L’unica compagnia stabile è una certa malinconia leggera come l’assenza di gravità degli astronauti e affiora anche una speranza sottile come un suono lontano. Alla fine di questi giorni scoprirà che la vita era crollata molto tempo prima e non si ricostruisce. Ma, saldati i conteggi e pagati i debiti, scopre che c’è in agguato un futuro anche per lui.
«Un mercoledì durante una telefonata con Paolo Sorrentino, a un certo punto, dopo la mia lagna delle depressioni allo stato iniziale, come fosse la cosa più normale del mondo, Paolo mi dice all’improvviso che “stavolta” l’avrei girato io un film che avremo scritto insieme e che lui avrebbe prodotto. Con l’incoscienza degli uomini adulti incoscienti accettai e ci accordammo sul fare un’opera libera e intima. Ma un film su cosa? gli chiesi. Lui mi rispose: Su di te, visto che farai anche il protagonista.» (Umberto Contarello)
«L’infinito è una meditazione visiva che esplora la tensione tra il finito e l’eterno, tra la piccolezza dell’umano e la vastità del tempo e dello spazio. La recitazione misurata, il ritmo lento, la fotografia elegante rendono il film contemplativo. Si muove tra realtà e astrazione, spesso con un uso lirico delle immagini e una colonna sonora rarefatta che dà voce al silenzio. L’infinito è anche una riflessione sul presente, sul bisogno di profondità e sulla poesia come strumento per comprendere l’inquietudine del vivere.» (Vittorio Lipplois, Taxidrivers.it)