Robert Frost: A Lover’s Quarrel With the World

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Robert Frost: A Lover’s Quarrel With the World

un film di Shirley Clarke
con  Robert Frost, John F. Kennedy, Lyndon Baines Johnson
sceneggiatura: Robert Hughes, Stewart L. Udall ● fotografia:
montaggio: Shirley Clarke
produzione: WGBH
distribuzione: Reading Bloom e Milestone Film
restauro a cura di: The Academy Film Archive e UCLA Film & Television Archive
Stati Uniti, 1963 ● 51 minuti

v.o. inglese con sottotitoli in italiano

1964 Academy Awards: Oscar come miglior documentario

Il celebre poeta Robert Frost davanti alla cinepresa della Clarke poco prima della sua scomparsa a 88 anni, tra discorsi, scene della sua vita nel Vermont rurale e ricordi personali della carriera.

Vincitore del premio Oscar al miglior documentario nel 1964, Robert Frost: A Lover’s Quarrel With The World è il terzo film della cineasta indipendente Shirley Clarke, che ritrae il grande poeta americano intervallando i suoi discorsi al Sarah Lawrence College e all’Amherst College a scene bucoliche della sua vita nel Vermont. Il 20 gennaio del 1961 Frost declamò una delle sue poesie più celebri, Il dono totale, alla cerimonia d’insediamento del presidente John F. Kennedy, suo grandissimo estimatore. L’anno seguente, come è documentato nel film della Clarke, fu onorato con la Congressional Gold Medal dallo stesso JFK, con queste parole: “L’artista, per quanto fedele alla sua visione della realtà, diviene l’ultimo difensore a lottare per la mente e sensibilità individuale contro una società invadente e uno stato autoritario. Quindi il grande artista è una figura solitaria. Ha, come dice Frost, una lite d’innamorato con il mondo”. Robert Frost morì nel 1963, all’età di 88 anni, dopo aver ricevuto quattro premi Pulitzer e due lauree Honoris Causa.

ROBERT FROST
Poeta statunitense (San Francisco 1875 – Boston 1963). Dopo la morte del padre (1884) visse con la madre nel Massachussets, suo luogo d’origine.
Studiò a Darmouth e ad Harvard (1897-99) senza conseguire la laurea. La pubblicazione di A Boy’s Will (1913) e North of Boston (1914) attirò subito l’attenzione della critica inglese; tornato negli Stati Uniti nel 1915, i due libri furono ristampati e la sua fama si diffuse. Nel 1916 si stabilì ad Anherst e tornò all’attività di agricoltore e insegnante. Discendente dei puritani della Nuova Inghilterra, erede di quella religione della natura che fu culto di Emerson e Thoreau (Walden era tra le sue letture preferite), Frost non ha una visione mistica, bensì, specie nelle prime opere, lirica e il suo regionalismo si avvicina a quello della Dickinson: con semplicità, e con attento amore per i particolari, descrive la vita della Nuova Inghilterra in una serie di quadretti agresti ricchi di forza evocativa. Nelle raccolte degli anni della maturità (Mountain Interval, 1916; New Hampshire, 1923; Westrunning Brook, 1928) la sua ispirazione si fa più soggettiva e il paesaggio da lui descritto assume talvolta valore simbolico. Vincitore più volte del premio Pulitzer (1926, 1931, 1937, 1943), fu definito “poeta nazionale” degli USA.

«Spero un giorno di arrivare in America. Il mio manager mi dice molte cose perché è stato lì molte volte con altri spettacoli che gestisce. Stavo guardando un vecchio film alla Tv l’altra sera intitolato No down payment, un grande film, ma piuttosto deprimente se è un vero riflesso del modo di vivere americano. Tuttavia, poco dopo hanno mostrato un documentario su Robert Frost, il poeta americano, girato principalmente nella sua casa nel Vermont, che ha innalzato il risultato. Sono sicuro che è molto più vicino a restituire la vera America.» (David Bowie)