SALò O LE 120 GIORNATE DI SODOMA

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SALò O LE 120 GIORNATE DI SODOMA

un film di Pier Paolo Pasolini
tratto dal romanzo Les cent-vingt journées de Sodoma di Donatien-Alphonse-François de Sade
con Paolo Bonacelli,  Giorgio Cataldi, Uberto Paolo Quintavalle, Aldo Valletti, Elsa De Giorgi
sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini, Sergio Citti ● fotografia: Tonino Delli Colli
montaggio: Nino Baragli, Tatiana Casini Morigi ● scenografia: Dante Ferretti
produzione: PEA/Les Productions Artistes Associés
distribuzione: Cineteca di Bologna
Italia, 1975 ● 116 minuti – V.M. 18 anni

v.o. italiano con sottotitoli in inglese

Restauro promosso da Cineteca di Bologna e da
CSC – Cineteca Nazionale, in collaborazione con Alberto Grimaldi

Nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, dopo la proiezione per la Maratona Ritrovata, riportiamo in sala il suo ultimo film, Salò o le 120 giornate di Sodoma. nella versione integrale restaurata dalla Cineteca di Bologna. Geniale ‘tradimento’ di Sade e audace dissimulazione storica (la Repubblica Sociale è solo un ‘cartone’ metaforico), l’ultimo film di Pasolini aggredisce lo spettatore precipitandolo in un incubo senza pietà e senza vie di salvezza, dove i rituali di perversioni e violenze rimandano surrettiziamente al presente.

lunedì 23 Maggio
21:30

martedì 24 Maggio
17:20

mercoledì 25 Maggio
11:20

1944-45. Italia settentrionale. Nel prologo, Antinferno, quattro autorità repubblichine – il Duca, il Vescovo, il Presidente di Corte d’Appello e il Presidente della Banca Centrale –, riunite a Salò incaricano le SS e la milizia di rapire un gruppo di ragazzi e ragazze. Dopo avere selezionato i più avvenenti, si chiudono con loro in una villa nei pressi di Marzabotto, presidiata da un manipolo di soldati. Impongono per centoventi giornate le leggi crudeli di un regolamento che sottomette i ragazzi a ogni genere di violenza sessuale e psicologica. Tre ex prostitute e una pianista accompagneranno gli ‘intrattenimenti’ raccontando le proprie esperienze sessuali nella Sala delle Orge. Di orrore in orrore, di efferatezza in efferatezza, si susseguono così tre gironi infernali di stupri, umiliazioni e sevizie: il Girone delle Manie, il Girone della Merda e il Girone del Sangue, dove vengono designate le vittime dello sterminio finale.

«Salò sarà un film crudele, talmente crudele che (suppongo) dovrò per forza distanziarmene, fingere di non crederci e giocare un po’ in modo agghiacciante… Ma mi lasci finire il discorso sui precedenti. Nel 1970 ero nella valle della Loira. Facevo dei sopralluoghi per il Decameron. Sono stato invitato a fare un dibattito con gli studenti dell’Università di Tours. Lì insegna Franco Cagnetta, il quale mi ha dato da leggere un libro su Gilles de Rais e i documenti del suo processo, pensando che potesse essere un film per me. Ci ho pensato seriamente per qualche settimana (è uscita in Italia, in questi mesi, una bellissima biografia di Gilles de Rais, a cura di Ernesto Ferrero). Naturalmente poi ci ho rinunciato. Ero ormai preso dalla Trilogia della vita. Un film crudele sarebbe stato direttamente politico (eversivo e anarchico, in quel momento): quindi insincero. Forse ho sentito un po’ profeticamente che la cosa più sincera dentro di me, in quel momento, era fare un film su un sesso la cui gioiosità fosse un compenso – come infatti era – alla repressione: fenomeno che stava per finire ormai per sempre. La tolleranza di lì a poco avrebbe reso il sesso triste e ossessivo.» (Pier Paolo Pasolini)

«Salò o le 120 giornate di Sodoma è l’ultimo film di Pier Paolo Pasolini. Il suo capolavoro estremo, il film in cui l’autore “affondava lo sguardo nell’oscurità dell’essere umano” (Mario Soldati). Uscì postumo, il 10 gennaio 1976. E sin dall’uscita, questa allegoria nerissima sul potere divenne oggetto di uno dei più virulenti attacchi censori e delle più profonde rimozioni collettive della storia del cinema italiano. » ((Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna)