Sciuscià

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SCIUSCIà

un film di Vittorio De Sica
con Franco Interlenghi, Rinaldo Smordoni, Aniello Mele, Bruno Ortensi, Emilio Cigoli, Gino Saltamerenda
sceneggiatura: Sergio Amidei, Adolfo Franci, Cesare Giulio Viola, Cesare Zavattini
fotografia: Anchise Brizzi
montaggio: Nicolò Lazzari ● musiche: Alessandro Cicognini
produzione: Alfa Cinematografica
distribuzione: Cineteca di Bologna
Italia, 1946 ● 93 minuti

v.o. italiano

Restaurato in 4K da The Film Foundation e Fondazione Cineteca di Bologna,
in collaborazione con Orium S.A., presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata.
Con il sostegno di Hobson/Lucas Family Foundation

1948 Academy Awards: premio Oscar miglior film straniero

Uno dei capolavori del neorealismo italiano e uno dei vertici del fortunato sodalizio tra Vittorio De Sica e Cesare Zavattini. Premio Oscar per il miglior film straniero, Sciuscià è un ritratto vivido e disperato dell’Italia appena uscita dalla guerra, vista attraverso gli occhi di due piccoli lustrascarpe romani, tra vita di strada e riformatorio, fuga e pedinamento fiabesco. Ma è soprattutto la storia dell’amicizia innocente tra i due protagonisti, infranta da un mondo degli adulti spietato e corrotto.

lunedì 6 Febbraio
20:00

mercoledì 8 Febbraio
11:00

Giuseppe e Pasquale sono due giovani amici che si guadagnano la vita facendo i lustrascarpe e, talvolta, anche con qualche piccola iniziativa illecita. Coinvolti in un furto, finiscono nell’inferno del riformatorio, dove entrano in contatto con una realtà di soprusi e di violenze. I loro animi si induriscono e persino la loro amicizia si incrina…

«Erano i giorni che sapete. E io pensavo: adesso sì che i bambini ci guardano! Erano loro a darmi il senso, la misura della distruzione morale del paese.» (Vittorio De Sica)

«In Sciuscià la guerra, che ha prodotto un’enorme crescita del Lumpenproletariat, prosegue ora in altre forme, come guerra di strada nella giungla urbana. Le situazioni cui lo Stato, la burocrazia e il sistema carcerario sottopongono gli individui sono profondamente e disumanamente assurde rispetto allo sguardo del bambino. Se l’accusa di I bambini ci guardano era diretta ai genitori, qui è trasferita all’apparato sociale. Sullo sfondo di una constatazione crudele spicca una purezza d’osservazione sempre meravigliosa. […] Sciuscià è una nuova versione dei due mondi di Jean Vigo. Il mondo degli adulti con la loro guerra, il fascismo e lacorruzione è rappresentato in termini di freddo, ordinario realismo, a volte come una bazzecola comica. Il mondo dei bambini è in gran parte invisibile, nascosto, un sogno. Può essere ravvisato sui loro volti o in immagini concepite nello strano chiaroscuro di una leggenda. La visione dei due ragazzi nella foresta in groppa a un cavallo bianco è come una favola che aleggia su tempi malvagi.» (Peter von Bagh)