SPACCAPIETRE

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SPACCAPIETRE

un film di Gianluca e Massimiliano De Serio
con Salvatore Esposito, Samuele Carrino, Lica Lanera, Antonella Carone, Vito Signorile
sceneggiatura: Gianluca e Massimiliano De Serio ● fotografia: Antoine Héberlé
montaggio: Stefano Cravero ● musiche: Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo
produzione: La Sarraz Pictures, Shellac Sud
distribuzione: La Sarraz Distribuzione
Italia, Francia, 2020 ● 104 minuti

v.o. in italiano

2020 Venezia Giornate degli Autori: concorso

lunedì 26 ottobre proiezione speciale alla presenza del regista Gianluca De Serio
introduce Marco Scotini, direttore del Dipartimento di Arti Visive
e Studi Curatoriali di NABA

Nel puntare un doveroso riflettore sul mondo del caporalato, che nel cuore del nostro paese sfrutta illegalmente il lavoro tanto di cittadini italiani quanto degli stranieri, i registi torinesi fanno cinema impegnato e al tempo stesso scavano tra le radici di un’eredità culturale.

Dopo un grave incidente sul lavoro Giuseppe è disoccupato. Suo figlio Antò sogna di fare l’archeologo e fantastica sull’occhio vitreo del padre, come se fosse il segno di un superpotere. Sono rimasti soli da quando Angela, madre e moglie adorata, è morta per un malore mentre era al lavoro nei campi. Senza più una casa, costretto a chiedere lavoro e asilo in una tendopoli insieme ad altri braccianti stagionali, Giuseppe ha ancora la forza di stringere a sé Antò, la sera, e giocare a raccontarsi una storia. In questa storia irromperà Rosa, una donna incontrata nei campi che le sopraffazioni del “padrone” non hanno corrotto, e la cui umanità sarà per entrambi rifugio, forza e ribellione.

«In Spaccapietre arte e biografia personale si intrecciano inseparabilmente. La vicenda al centro del film prende spunto da un fatto di cronaca di qualche estate fa, la morte sul lavoro della bracciante pugliese Paola Clemente, e dall’assurda coincidenza con la morte di nostra nonna paterna, deceduta lavorando anche lei come bracciante sotto caporale, sempre in Puglia ma nel 1958. Il tempo sembra non essere passato. Come il padre di Giuseppe nel film, anche nostro nonno paterno faceva lo “spaccapietre”, prima di partire negli anni ’60 per Torino e diventare operaio FIAT. Abbiamo quindi immaginato la storia di un padre e di un figlio che fanno un percorso che, in fondo, è il nostro tentativo di recuperare l’immagine di nostra nonna, mai conosciuta. Quando è mancata, nostro padre aveva appena 10 anni: la stessa età di Antò, il bambino del film.» (Gianluca e Massimiliano De Serio)

«È un’opera che guarda sia al presente che al passato, Spaccapietre, con al centro il rapporto intimo tra un padre e un figlio costretti a vivere in circostanze estreme. […] Negli scorci sospesi di un’entroterra pugliese ben fotografato, la storia di Giuseppe e Antò assume i contorni religiosi di una discesa negli inferi, con i duri crismi terreni di una mascolinità da abitare e con un’icona materna da idealizzare nell’assenza. I De Serio con Spaccapietre hanno il merito di cercarsi il luogo giusto – luogo che più cinema italiano dovrebbe frequentare.» (Tommaso Tocci, mymovies.it)