Storie di pietre

/ / VOD

STORIE DI PIETRE

un film di Alessandro Leone
sceneggiatura: Alessandro Leone ● montaggio: Alessandro Leone,
Massimo Donati ● musiche: Rolando Marchesini
produzione: Massimo Donati, Riccardo Annoni
distribuzione: Ester Produzioni, Start
Italia, 2018 ● 74 minuti

v.o. in italiano

2019, Trento Film Festival – Concorso (Premio Rai Trento), Cinemambiente, Euganea Film Festival

A un anno dalle scosse di terremoto che hanno messo in ginocchio il centro Italia, lo scenario è frammentato da macerie, abitazioni abbandonate, luoghi di culto distrutti e un enorme patrimonio artistico sepolto. Alessandro Leone non cerca la commozione facile né abbraccia lo stile del documentario-inchiesta: semplicemente osserva. E mostra così allo spettatore tutto il necessario.

Frascaro, frazione di Norcia. Il terremoto che tanta devastazione ha portato non ha smesso, seppure con intensità nettamente minori, a far sentire la propria presenza. Il documentario ci mostra come questa comunità non abbia abbandonato il territorio e come, ognuno con le proprie modalità cerchi di recuperare ciò che costituisce le radici della comunità. C’è chi tiene in ordine, pietra dopo pietra, un eremo che condivide con il Signore, chi scava praticamente senza attrezzi tra le macerie di una chiesa e chi cerca lacerti di una tela dipinta nel passato che emergono a poco a poco. Intanto la vita prosegue nelle abitazioni provvisorie in attesa di un’altra sistemazione.

«Con l’approccio del documentario di osservazione, rinunciando a interviste e voci narranti, il film è un’immersione progressiva in un tessuto antropologico ferito per comprendere la relazione tra le persone e il territorio; il valore del sacro di fronte alla perdita dei luoghi di culto; la volontà di preservare tradizioni secolari e radici che affondano nel rapporto tra vita contadina e patrimonio artistico; la percezione del presente e la possibilità del futuro nonostante la minaccia incombente. Dagli anziani ai bambini, i protagonisti di Storie di pietre sembrano saldamente legati a questa terra magnifica e disgraziata.» (Alessandro Leone)

«Il film, diretto da Alessandro Leone, segue da un lato un’impostazione di osservazione, con le immagini che parlano da sole, montate in modo da dare un ampio respiro e un ritmo contemplativo, con lunghi silenzi (…). Le case di campagna, le pecore, i gatti, il parto dell’agnellino come segno di rinascita. Ma questi momenti sono alternati ad altri, a carattere informativo, consistenti nelle testimonianze degli abitanti e delle persone coinvolte. Proprio da uno di questi racconti, di un restauratore, apprendiamo che l’attività di restauro, almeno del crocifisso della chiesa, procede speditamente per permettere agli abitanti del paese di averlo per la processione patronale, tradizione che si celebra da sempre. Questa affermazione appare cruciale ed emblematica in quello che mostra il film Storie di pietre. Come è possibile che (…)  i restauratori di opere d’arte cerchino di forzare le delicatissime pratiche di restauro andando incontro a quelle che possono sembrare esigenze minoritarie, di una piccola comunità di persone, come una festa di paese che, per un anno, potrebbe anche saltare? (…) Il film tocca il suo apice quando si arriva all’evento, alla processione che si ferma, con rispetto, davanti al container con la chiesa sbriciolata, e il pastore fa il segno della croce davanti all’altare» (Giampiero Raganelli, Quinlan.it)