SUSPIRIA

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SUSPIRIA

un film di Dario Argento
con Jessica Harper, Stefania Casini, Joan Bennett, Alida Valli, Flavio Bucci, Miguel Bosé
sceneggiatura: Dario Argento, Daria Nicolodi ● fotografia: Luciano Tovoli
montaggio: Franco Fraticelli ● musiche: Goblin, Dario Argento
produzione: Seda Spettacoli
distribuzione: Cat People con Videa
Italia, 1977 ● 98 minuti

v.o. inglese con sott. italiano

proiezione speciale lunedì 12 febbraio ore 21.30
in sala l’attrice Stefania Casini e il giornalista Francesco Foschini

Sospeso tra reale e soprannaturale, tra horror e thriller, Suspiria ci sprofonda nell’inconscio del quotidiano, nella percezione subliminale del reale, attraverso una storia di streghe e stregoneria ambientata in una scuola di danza di Friburgo: un caposaldo mondiale del genere, una fiaba nera angosciante fotografata iperrealisticamente da Luciano Tovoli e musicata dai Goblin.

venerdì 23 Febbraio
23:50

domenica 25 Febbraio
10:30

lunedì 26 Febbraio
17:30

mercoledì 28 Febbraio
13:30

Una giovane ballerina americana si trasferisce in Germania per studiare danza all’accademia di Friburgo. La scuola si rivelerà presto teatro di macabri avvenimenti e nascondiglio di agghiaccianti segreti.

«Suspiria è il mio capolavoro. È il film in cui mi sono sentito più libero di portare sullo schermo le mie fantasie, i miei sogni, i miei incubi. Mi sono lasciato trascinare dal mio universo interiore più oscuro senza remore, senza limiti.» (Dario Argento)

«Suspiria è il film che permise a Dario Argento di valicare una volta per tutte il confine (già labile nel suo cinema) che divide il materiale dal soprannaturale. (…) L’horror prende il posto del thriller, gli assassini con turbe psichiche vengono decapitati e spazzati via da un sabba infernale, che agisce al di sotto e all’interno della società occidentale, cieca a qualsiasi tipo di credo non materiale. (…) Basta la pioggia torrenziale illuminata dai colori iperreali della fotografia di Luciano Tovoli per rendere evidente allo spettatore che per accedere a Suspiria è necessario sospendere qualsiasi riferimento al reale, per sprofondare nell’inconscio, nella percezione subliminale di ciò che accade. (…) Quale che sia il modo per risolvere il mistero è materia di secondaria importanza: a tenere sulla corda il pubblico ci pensano le straripanti invenzioni visive di Argento – la sua regia mescola l’eleganza alla furia, la stasi all’ipercinesi, il classico e il moderno» (Raffaele Meale, quinlan.it)