THE ANIMAL KINGDOM

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THE ANIMAL KINGDOM
Le Règne animal

un film di Thomas Cailley
con Romain Duris, Adèle Exarchopoulos, Paul Kircher, Jean Boronat
sceneggiatura: Thomas Cailley, Pauline Munier ● fotografia: David Cailley
montaggio: Lilian Corbeille ● musiche: Andrea Laszlo De Simone
produzione: Nord-Ouest Films, StudioCanal
distribuzione: I Wonder Pictures
Francia, Belgio, 2023 ● 128 minuti

v.o. francese con sottotitoli in italiano

2023, Festival di Cannes: in concorso
2024, Premi César: miglior sonoro, fotografia, musica, costumi, effetti visivi

Tra azione, metamorfosi e sorprendenti effetti visivi un’avventura emozionante e spettacolare, una storia sulla libertà e su tutto ciò che possiamo essere in grado di fare se abbracciamo la nostra vera natura.

lunedì 24 Giugno
17:10

martedì 25 Giugno
19:20

mercoledì 26 Giugno
16:40

In un futuro prossimo, misteriose mutazioni trasformano gli esseri umani in ibridi animali. Émile ha solo 16 anni e vorrebbe una vita normale: la scuola, le serate con gli amici, i primi amori. Ma d’un tratto si trova a fare i conti con alcuni inaspettati cambiamenti…

«Ho scoperto la sceneggiatura per caso. Alcuni personaggi avevano sembianze animali. La storia era molto diversa, i temi non erano gli stessi, ma ho scoperto che questa semplice metafora dava accesso a cose fondamentali, al crocevia di ciò che volevo fare. Parlava del corpo, della differenza, della trasmissione, del mondo che vogliamo lasciare ai nostri figli e, più in generale, di questo senso di appartenenza e persino di ascendenza comune con tutto ciò che vive intorno a noi. Senza entrare in un discorso ecologico un po’ teorico, ho avuto l’impressione che potessimo farlo a partire dal corpo degli attori, da qualcosa di fisico e viscerale, includendo una dimensione di azione e avventura, e avere il piacere di mescolare i generi in una storia a livello dei personaggi. È questo che mi piace.» (Thomas Cailley)

«Thomas Cailley fa centro con un film rischioso che mescola fantastico e realtà contemporanea, al contempo mozzafiato e parabolico a vari livelli. (…) Con il suo primo lungometraggio, Les Combattants, selezionato alla Quinzaine des Réalisateurs 2014, il cineasta francese era già uscito dai sentieri battuti, portavoce di una giovane generazione molto ansiosa per il futuro del pianeta. Un terreno esistenzialista ed ecologico che è anche quello del suo nuovo film. (…) Ma questa volta l’asticella è posta molto più in alto, in uno spazio raramente avvicinato dal cinema francese ed europeo, al confine tra fantasia e realismo. Un’area rischiosa di ibridazione di generi che il film attraversa con delizioso dinamismo, foreste profonde e selvagge, ed effetti speciali all’altezza, senza dimenticare l’umorismo e una moltitudine di metafore sottese per coloro a cui non basta un semplice momento di buon cinema.» (Fabien Lemercier, cineuropa.org)