THE FRENCH DISPATCH

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The french dispatch

un film di Wes Anderson
con Timothée Chalamet, Saoirse Ronan, Elisabeth Moss, Léa Seydoux, Bill Murray,
Willem Dafoe, Christoph Waltz, Tilda Swinton, Benicio Del Toro, Frances McDormand,
Rupert Friend, Owen Wilson, Adrien Brody, Alex Lawther, Anjelica Huston
sceneggiatura: Wes Anderson ● fotografia: Robert D. Yeoman
montaggio: Andrew Weisblum ● musiche: Alexandre Desplat
produzione: American Empirical Pictures, Indian Paintbrush, Scott Rudin Productions
distribuzione: Walt Disney Pictures
Stati Uniti, 2021 ● 108 minuti

v.o. inglese con sottotitoli in italiano

2021 – Festival di Cannes: in concorso per la Palma d’Oro

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Wes Anderson trasloca in Francia e realizza un ennesimo monumento alla cura scenica e alla grazia narrativa,  una collezione di storie ‘adattate’ dalla gazzetta diffusa nella città immaginaria di Ennui-sur-Blasé e incarnata da una parata di grandissmi attori.

 

venerdì 3 Dicembre
13:00

sabato 4 Dicembre
18:00

domenica 5 Dicembre
22:00

lunedì 6 Dicembre
11:00

martedì 7 Dicembre
15:40

Arthur Howitzer Jr., figlio del fondatore e proprietario del quotidiano “The Evening Sun” di Liberty (Kansas), ha convinto anni prima il padre a finanziare un supplemento domenicale e ha installato la redazione a Ennui-sur-Blasé. Espatriata in Francia, “Picnic” diventa “The French Dispatch” e copre ‘con stile’ la cronaca del paese. Perché intorno alla sua scrivania, Horowitzer Jr. ha raccolto i migliori giornalisti del suo tempo. Archeologi del quotidiano, ‘inseguono’ su campo il soggetto che gli è stato assegnato: una contestazione studentesca che volge in idillio, l’indagine di un commissario sulla pista dei rapitori di suo figlio, un artista psicotico e galeotto innamorato della sua secondina, il necrologio di Arthur Howitzer Jr, che ha posato la penna. E l’ultimo numero sarà un’antologia di articoli, i migliori, dedicata a lui. Si stampi.

«Si tratta della fusione di tre idee diverse. La prima è la mia passione per i film a episodi, in particolare quelli italiani degli anni 60 e 70, come Ro.Go.Pa.G., Boccaccio ’70 o Tre passi nel delirio, dove c’è il formidabile Toby Dammit, di Fellini. La seconda è la volontà di celebrare il mondo del New Yorker e dei suoi fondatori, come Harold Ross e William Shawn: è qualcosa che avrei voluto fare da tanto tempo e oggi sono riuscito a realizzare, anche se il film parla di una rivista immaginaria. La terza idea è quella di realizzare qualcosa di ispirato al cinema francese. La rivista è quindi una cornice per le tre storie che raccontano di un gruppo di scrittori americani in Francia: ho realizzato la sceneggiatura dopo aver elaborato le storie insieme a Roman Coppola, Hugo Guinness e Jason Schwartzman. L’idea di raccontare le vicende di alcuni scrittori americani in Francia fa venire in mente Festa mobile di Hemingway. È inevitabile, ma il riferimento è solo parziale: non ho pensato alla cosiddetta generazione perduta, ma a A. J. Liebling, James Baldwin e Mavis Gallant”. » (Wes Anderson)

«Uno dei leitmotiv più pregnanti dell’ultimo film di Wes Anderson risieda proprio in quello che è più di un amore, una vera e propria ossessione per il racconto; una in mezzo alle altre, perché, come sempre, i suoi film vivono delle sue ossessioni (al plurale), che propone in maniera martellante ma con un gusto specifico, quello stile che tanti amano mentre altri non sopportano in quanto tutto o quasi più o meno subordinata ad esso. The French Dispatch è dunque il solito stravagante Wes Anderson, denso, persino un po’ nerd, che crea storie su misura, come gli abiti che indossa. Un dandy d’inizio XXI secolo, figlio perciò in toto del proprio tempo, a suo agio perciò coi codici appartenenti ad altri media, Fumetto e Videogioco su tutti, con uno spiccato senso dell’umorismo che, vuoi o non vuoi, attecchisce sempre». (Antonio Maria Abate,Cineblog.it)