TIEPIDE ACQUE DI PRIMAVERA

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TIEPIDE ACQUE DI PRIMAVERA
Chunjiang shuinuan

un film di Xiaogang Gu
con Zhenyang Dong, Hongjun Du, Wei Mu
sceneggiatura: Xiaogang Gu ● fotografia: Xu Deng, Ninghui Yu
montaggio: Xinzhu Liu ● musiche: Wei Du
produzione: Beijing Qu Jing Pictures
distribuzione: Movies Inspired
Cina, 2019 ● 150 minuti

v.o. cinese mandarino con sottotitoli in italiano

2020 Shangai International Film Festival: miglior film e regista esordiente
2019 Hamburg Film Festival: premio della critica
2019 Cannes FF, film di chiusura della Semaine de la Critique

DOMENICA 30 GENNAIO ore 11.00 > proiezione speciale
al termine videochiacchiera con il regista, in collaborazione con Istituto Confucio Milano

Dopo una prolifica circolazione nei festival di tutto il mondo approda anche in Italia l’opera prima di una nuova promessa del cinema orientale: una riflessione sulla famiglia, sui legami fraterni e sul divario generazionale che mostra i cambiamenti del Paese e si sposa ad un gusto per la contemplazione dal grande respiro autoriale.

La famiglia Yu si riunisce per il compleanno dell’anziana madre di quattro fratelli: il primo di questi è il proprietario del ristorante in cui si tiene la festa; il secondo è un pescatore in difficoltà economica; il terzo è un truffatore pesantemente indebitato e con un figlio portatore di handicap; il quarto ha l’animo semplice di un bambino. La malattia di uno dei quattro fratelli porta tutti a interrogarsi sul modo di mantenere insieme la famiglia.

«Gli esseri umani hanno sempre vissuto in relazione con l’ambiente. Non puoi semplicemente eliminarlo, eliminare la natura. È come se fosse una tradizione. È per questo quindi che ho utilizzato queste tecniche, con questi richiami estetici e questi momenti di lunga contemplazione. Inoltre, i personaggi sono molto realistici, certi ruoli, certi mestieri, come quello dei pescatori, esistono tutt’ora in quei luoghi e ho voluto utilizzarli perché si tratta di un tema importante. Ha un significato simbolico, come per la letteratura cinese tradizionale che rappresenta la cultura degli eremiti, che conducono una sorta di vita isolata nelle montagne pur mantenendo un rapporto stretto con la città. Volevo infatti mescolare la tradizione e la modernità della Cina contemporanea. Era il mio scopo nella realizzazione di questo film.» (Xiaogang Gu)

«Paesaggi mossi dal vento, campi lunghissimi e carrelli orizzontali accostano i micro-racconti alla stregua di piccole cartoline, che vanno a comporre un armonioso mosaico sulle miserie e grandezze delle vite di uomini semplici, tra le montagne Fuchun e il delta del fiume omonimo. Un luogo incantato, che appartiene alle leggende della dinastia Qin e poi a quelle del regno di Wu, che oggi ospita un’umanità smarrita e aggrappata a sciocche o autolesioniste abitudini. Youjin, il fratello scialacquatore e dedito alle scommesse, potrebbe apparire da subito come il personaggio negativo della vicenda, un fardello che grava sulle spalle dei suoi maggiori. Ma attraversando, con il placido incedere della regia di Gu Xiaogang, questa cronaca di commedie e tragedie umane, scopriremo che le apparenze possono ingannare e che l’equilibrio di un nucleo familiare si regge su calcoli più complessi dei semplici pregiudizi.» (Emanuele Sacchi, Mymovies.it)