TONY DRIVER

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TONY DRIVER

un film di Ascanio Petrini
con Pasquale Donatone
sceneggiatura: Ascanio Petrini ● fotografia: Mario Bucci
montaggio: Benedetta Marchiori ● musiche: Francesco Cerasi
produzione: Dugong Films, Rabid Film, Fulgura Frango
distribuzione: Wanted
Italia, Messico, 2019 ● 70 minuti

v.o. in italiano

2019 Mostra del cinema di Venezia: Settimana della critica

martedì 14 luglio proiezione inaugurale, chiacchiere via skype insieme
al regista Ascanio Petrini e ad Andrea Ferraris,
autore del fumetto “La cicatrice” sul confine tra Messico e Stati Uniti

ritratto di Pasquale Donatone, un barese emigrato negli Stati Uniti che vive al limite della legalità facendo da tassista a chi vuole oltrepassare la frontiera dal Messico verso gli Stati Uniti. Una storia di sogno e fallimento del sogno che ci fa riflettere sui muri di Trump, sulla politica attuale fondata su paura e discriminazione.

Pasquale un giorno decide di cambiare nome e farsi chiamare Tony. Nato a Bari, quartiere Madonnella, a 9 anni, nella metà degli anni Sessanta, migra oltreoceano con la famiglia e cresce da vero americano, tutto hot dog e rockabilly. Non è mai ritornato in Italia, fino a quando, ormai tassista di professione a Yuma, un blitz anti-immigrazione alla frontiera con il Messico lo costringe a scegliere: la galera in Arizona, o la deportazione in Italia per dieci anni. Il reato? Trasporto a bordo del suo taxi di migranti illegali negli Stati Uniti. Tony opta per la deportazione. Rientrato in Italia, col suo sogno americano andato in pezzi, si ritrova completamente solo in quello che definisce “un altro pianeta”, un piccolo Paese immobile senza opportunità. Nello scenario desolante in cui vive ai margini dell’autostrada, Tony indossa ancora il suo cappello da cowboy e non sembra proprio disposto ad arrendersi…

«In lui e in quella storia ho trovato un nuovo personaggio capace di muoversi tra il Trevis Bickle di Taxi Driver e Willy il Coyote di Road Runner: un antieroe destinato a perdere ma anche a provarci.
Quando ci siamo incontrati Tony viveva in una grotta sul mar Mediterraneo, nel completo rifiuto di ogni cosa, come “se la sua astronave fosse precipitata su un altro pianeta e lui fosse bloccato li”, tra rocce e acqua. Ho cominciato a filmarlo per conto mio ma presto mi sono reso conto che i paesaggi profondamente contraddittori della sua storia meritavano una restituzione visiva: doveva essere ambientata qui in Italia ma anche lì, in America.» (Ascanio Petrini)

«Ascanio Petrini al suo primo lungometraggio ha saputo tradurre in immagini da grande cinema l’incontro con quello che è sicuramente un Personaggio (con la maiuscola necessaria) nel senso più completo del termine. Con un volto che ricorda quello di Harry Dean Stanton e con un senso di appartenenza che nulla sembra poter vincere, Tony permette al regista di costruire un ritratto che potremmo definire ‘alla Minervini’ senza con questo voler nulla togliere alla sua originalità di sguardo. Perché questo driver non è un santo.» (Giancarlo Zappoli, mymovies.it)