TRENQUE LAUQUEN – PT 1

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TRENQUE LAUQUEN

un film di Laura Citarella
con Laura Paredes, Ezequiel Pierri, Rafael Spregelburd, Cecilia Rainero
sceneggiatura: Laura Citarella e Laura Paredes ●
fotografia: Agustin Mendilaharzu, Inés Duacastella, Yarará Rodríguez
montaggio: Miguel de Zuviría, Alejo Moguillansky ● musiche: Gabriel Chwojnik
produzione: El Pampero Cine
distribuzione: Exit Media
Argentina, Germania, 2022 ● 128 minuti (parte I) e 132 minuti (parte II)

v.o. spagnolo con sottotitoli in italiano

2022 Mostra Internazionale del Cinema di Venezia: sezione Orizzonti

mercoledì 5 dicembre dalle 19 parte 1 e 2
a seguire incontro via zoom con la regista

Trenque Lauquen di Laura Citarella è popolato di donne detective, donne scienziate, animali, piante, storie infinite in cui perdere e ritrovare il senso dell’esperienza cinematografica e della vita stessa, nel suo mistero e nella sua sostanza inafferrabile; un film dove sogno e realtà coincidono e vita e scrittura si confondono per regalare un’avventura d’amore fantastica, piena di grazia e bellezza.

martedì 5 Dicembre
19:00

Laura è scomparsa senza lasciare traccia a Trenque Lauquen, una piccola città della pampa argentina dove ha svolto per diversi mesi una ricerca botanica. I due uomini che la amano si mettono in viaggio per cercarla. Perché se n’è andata? Questa fuga improvvisa diventa il nucleo di una serie di misteri: la sparizione di Laura s’intreccia al segreto nascosto nei libri di una biblioteca, al carteggio amoroso di un’altra donna anch’essa scomparsa molti anni prima; ai misteriosi fiori gialli; al mistero della laguna di Trenque Lauquen e alla sua comunità sconvolta da un evento soprannaturale…

«Questo film fa parte di un’idea più ampia: un gruppo di film in cui lo stesso personaggio vive vite diverse in diverse città della provincia di Buenos Aires. Il primo film della saga s’intitola Ostende ed è il mio primo da regista. Il personaggio – Laura – è sempre interpretato da Laura Paredes. E la regista, io stessa, è sempre Laura. Forse troppe Laura. Ma un’idea centrale percorre l’intera saga: una sorta di Sherlock Holmes al femminile, sperduta nelle città e desiderosa di vivere avventure più di ogni altra cosa. Un film popolato da donne di diverso tipo. Donne che inseguono donne. Detective donne. Donne scienziate. Donne che, per motivi diversi, fuggono. Le cartografie dei libri come mappe per vivere. La maternità. La conquista del territorio. Uomini innamorati. La nobiltà di alcuni uomini. L’idiozia degli stessi. La burocrazia e i fiori. La città. Gli esseri umani. Gli animali. Le piante. L’ignoto.» (Laura Citarella)

«Citarella rivendica la letterarietà del racconto – ci sono riferimenti alle lettere, ai giornali, alle trasmissioni radiofoniche – ma lo fa da una prospettiva in tutto e per tutto cinematografica, dove lo sguardo non ha timore di dover rimanere immoto in attesa, in attesa di qualcosa che possa svelare il mistero che non è più e non è mai stato solo quello della scomparsa di Laura, ma è il mistero del conoscersi, del relazionarsi con l’esterno, di esistere al di fuori di sé come singolarità e perciò di doversi connettere al collettivo, a qualcosa che era lì da prima e sarà lì ancora dopo (il luogo inteso come terra, spazio già calpestato da miliardi di individui nella storia), per trovare il proprio spazio e di conseguenza il proprio senso. Viaggio misterico nel significato del racconto, il film di Citarella divaga con una grazia irresistibile, riuscendo a mettere in scena il desiderio dell’esperienza della vita come in pochi negli ultimi anni si sono dimostrati in grado di fare.» (Raffaele Meale, quinlan.it)