VAMPYR

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VAMPYR

un film di Carl Theodor Dreyer
tratto da Carmilla e altri racconti di Joseph Sheridan Le Fanu
con Julian West, Henriette Gérard, Jan Hieronimko, Maurice Schutz
sceneggiatura: Carl Theodor Dreyer, Christen Jul ● fotografia: Rudolf Maté, Louis Née
montaggio:  Tonka Taldy ● musiche: Wolfgang Zeller.
produzione: Carl Theodor Dreyer Film Production, Tobis-Melofilm GmbH
distribuzione: Cineteca di Bologna
Francia, Germania, 1932 ● 73 minuti

Restaurato da Deutsche Kinemathek e Cineteca di Bologna
in collaborazione con ZDF/ ARTE e Det Danske Filminstitut,
presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata.

Uno dei grandi film della storia del cinema, una delle avventure più enigmatiche e coinvolgenti che gli occhi degli spettatori abbiano mai incontrato. Realizzato da Dreyer nel 1932, all’indomani del capolavoro La passione di Giovanna d’Arco e dell’avvento del sonoro, liberamente ispirato ad alcuni racconti di Sheridan Le Fanu, Vampyr è un film horror, un film fantastico, un film di nebbie, di luminescenze, di poche parole, di terrificanti rumori.

lunedì 17 Gennaio
20:00

martedì 18 Gennaio
18:30

mercoledì 19 Gennaio
11:00

“E quando fu sul ponte, gli vennero incontro i fantasmi”: da qui parte la strana avventura del giovane Allan Gray, che solo in un paese straniero (forse un sogno, forse il suo inconscio), immerso in un eterno crepuscolo, dovrà affrontare segnali malefici, ombre ambigue, misteriose morti, indecifrabili personaggi per trionfare sull’occulto, invisibile vampiro e poter tornare alla luce e all’amore.

«Con Vampyr, volevo creare sullo schermo un sogno in stato di veglia, e mostrare che l’orrore non risiede nelle cose intorno a noi ma nel nostro subconscio.» (Carl Th. Dreyer)

«Oserei dire che qui siamo molto vicino all’onirico allo stato puro. Vampyr è un film dell’oltretomba, un film funereo e sepolcrale, che trasforma in ombra e polvere – che dico – in polvere d’ombra tutto ciò che vive e cammina. Polverizzarsi della luce e polverio vegetale che favoriscono la fuga della giovane coppia, insabbiamento nella farina del dottore satanico, ombre erranti restituite alla fine al riposo della terra… La ruota del tempo scandisce i destini, macina gli esseri e le cose sotto il suo assurdo meccanismo e lascia sussistere solo un residuo di stelle.» (Claude Beylie, Vampyr. La Roue semeuse d’étoiles)