VIVERE ALLA GRANDE

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VIVERE ALLA GRANDE

UN FILM DI FABIO LELI
MONTAGGIO: ARMANDO AVOLIO, FABIO LELI
RIPRESE: GIAMPAOLO MAGNANI, SIMONE MARCHI, FABIO LELI, LUCA DESIDERATO
FONICO DI PRESA DIRETTA: ALBERTO LADDUCA • MUSICHE ORIGINALI: U’PAPUN
ITALIA, 2015 • 159 MINUTI

v.o. in italiano

68° Festival di Locarno • 20° Milano Film Festival
2016 Social World Film Festival: Miglior Documentario e Sceneggiatura

IN COLLABORAZIONE CON HUMAN TREE PRODUCTIONS, ARRIVA AL BELTRADE SUL SOFà UN APPROFONDITO FILM CHE RACCONTA LA PIAGA DEL GIOCO D’AZZARDO LEGALE.

Presentato al 68° Festival di Locarno e al 20° Milano Film Festival e premiato come Miglior Documentario e Sceneggiatura al Social World Film Festival 2016, VIVERE ALLA GRANDE racconta l’invasione dell’azzardo legale in Italia, attraverso un approfondito viaggio in un contagio sociale, politico, mediatico e culturale, realizzato sulla base di tre anni di ricerche e di raccolta di materiali. Un film che esplora molti aspetti della storia italiana individuale e collettiva e smaschera la truffa che si nasconde dietro le slot, i gratta e vinci e le altre forme di gioco d’azzardo legale.

«Vivere alla Grande è il sogno di ogni giocatore d’azzardo. Vivere alla grande è il titolo di questo documentario. Ma Vivere alla Grande è anche il nome di un Gratta & Vinci realmente esistente, che promette una vincita di 500.000 Euro subito, più 10.000 Euro per vent’anni, più 100.000 Euro di bonus finale. Chi non sarebbe attratto dallo sperare una vincita simile? Vivere alla Grande è quindi soprattutto la speranza di poter risolvere la propria vita con il passaggio di una monetina sulla carta argentata di un biglietto di carta. Purtroppo la speranza può essere un’astuta trappola organizzata da chi quel biglietto l’ha creato, perché la probabilità di effettuare quella vincita, risiede solo in 5 biglietti. Cinque biglietti su 30 Milioni di biglietti. Ma purtroppo questo sul biglietto non c’è scritto. Il progetto di documentario “Vivere alla Grande” nasce proprio con l’intento di informare e raccontare il grosso inganno che subiscono ogni giorno milioni di persone in Italia. Ma non con la pretesa di imboccare lo spettatore con noiosi dati e numeri, ma articolando le informazioni in una storia, cercando di far comprendere ciò che accade sotto i loro occhi, nella maniera più gradevole e attraente possibile.» (Fabio Leli)

«In Italia ci sono oltre 410mila slot machine, una ogni 150 abitanti. A Pavia – città “maglia nera” del gioco d’azzardo – la spesa media pro capite in slot è di 3mila euro. Una bella spinta al fenomeno l’ha data il Governo Berlusconi, quando all’indomani del terremoto de L’Aquila – il 6 aprile del 2009 – fu varato un pacchetto di norme che avrebbe permesso di finanziare la “costruzione” con i proventi delle scommesse. Proprio da quell’annuncio parte la corposa inchiesta dell’esordiente Fabio Leli, presentato nella selezione ufficiale al recente Festival di Locarno e finanziata attraverso una raccolta di fondi popolare, il cosiddetto crowdfunding. Dalla ludopatia, con le sue vittime e i meccanismi psicologici che ne determinanti la dinamica, l’obiettivo si allarga sulla legalizzazione che, in qualche modo, regola il gioco d’azzardo, sebbene mai venga definito così. Le domande che emergono sono: Chi ha favorito il fenomeno? E con quale scopo? E poi: lo Stato ci guadagna veramente? Insomma, una ricognizione minuziosa e mai vista prima di un problema sociale che ha molti versanti oscuri, che soprattutto ha rovinato migliaia di famiglie italiane ed ha arricchito “i soliti ignoti”…che in realtà il film del giovane regista pugliese prova a smascherare.» (Repubblica.it)