Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto

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Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto

un film di Riccardo Milani
con Paola Cortellesi, Antonio Albanese,
Sonia Bergamasco, Claudio Amendola, Luca Argentero, Sarah Felberbaum
sceneggiatura: Furio Andreotti, Giulia Calenda, Paola Cortellesi, Riccardo Milani
fotografia: Saverio Guarna ● montaggio: Patrizia Ceresani
produzione: Wildside
distribuzione: Vision Distribution
Italia, 2021 ● 109 minuti

v.o. in italiano

Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto era un film atteso da tutti. E l’attesa non è stata delusa. Il secondo capitolo è ancora più riuscito del primo: divertente, profondo, attuale. E con due attori in stato di grazia, che Riccardo Milani dimostra di conoscere bene e di sapere utilizzare al meglio.

sabato 18 settembre 19:00 ▪︎ Cologno Monzese ▪︎︎ peppino impastato

sabato 18 settembre 21:15 ▪︎ Cologno Monzese ▪︎︎ peppino impastato

domenica 19 settembre 17:00 ▪︎ Cologno Monzese ▪︎︎ peppino impastato

domenica 19 settembre 21:15 ▪︎ Cologno Monzese ▪︎︎ peppino impastato

lunedì 20 settembre 21:15 ▪︎ Cologno Monzese ▪︎︎ peppino impastato

martedì 21 settembre 21:15 ▪︎ Cologno Monzese ▪︎︎ peppino impastato

mercoledì 22 settembre 21:15 ▪︎ Cologno Monzese ▪︎︎ peppino impastato

Monica è appena stata arrestata perché le sue sorelle gemelle cleptomani hanno nascosto la loro ultima refurtiva in un locale di sua proprietà. L’unica persona che può aiutarla è Giovanni, l’intellettuale progressista con cui ha avuto tre anni prima una breve relazione. Giovanni riesce ad ottenere per lei una conversione di pena, dal carcere ad una parrocchia di periferia molto impegnata nel sociale, ma la parrocchia sorge proprio accanto al nuovo polo culturale che Giovanni sta contribuendo a lanciare, e la presenza costante di una “coatta della borgata Bastogi” come Monica risulta oltremodo imbarazzante per il politico radical chic con nuova fidanzata cacciatrice di sponsor.

«Vorrei che vedessero il film le persone che la pensano come me e, sopratutto, le persone che non la pensano come me. Questa per me è una cosa fondamentale: arrivare a dire le cose che penso anche a persone molto lontane da me. Trovare un terreno di omologazione del pensiero non dico sia facile e cercare la condivisione di chi è molto lontano può essere un’impresa. Ma è una cosa che un film come questo può fare perché parla un linguaggio semplice che cerca di essere inclusivo che non cerca di far star fuori dalla sala un certo tipo di pubblico ma che parla anche a persone molto distanti. Che è un po’ anche quello che fanno Monica e Giovanni». (Riccardo Milani)

“L’esame del “numero 2” è stato ampiamente superato e, considerato il finale del film, c’è da sperare nella realizzazione di un terzo capitolo (…) Un omaggio AL cinema, con tanto di citazioni a grandi classici del passato come Shining e Il settimo sigillo, e PER il cinema, come palesa la scelta di far uscire il film in un periodo in cui la gente ci pensa dieci volte prima di chiudersi in una sala cinematografica. Una sfida che solo un film così tanto amato avrebbe potuto accettare. Di certo, chi si è affezionato a Monica e Giovanni quattro anni fa non perderà l’occasione di scoprire come si evolve la loro storia: potrà così godersi un sequel che, per molti versi, è ancora più avvincente del primo film, in cui non esistono momenti morti e le risate sono garantite dall’inizio alla fine. (Patrizia Monaco, cinematographe.it)