I tuttofare

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I tuttofare ● Sis Dies Corrents

un film di Neus Ballús
con Mohamed Mellali, Valero Escolar, Pep Sarrà, Paqui Becerra, Pere Codorniu,
Lucía Escolar, Aina Rue Puigoriol, Gemma Rue Puigoriol.
sceneggiatura: Neus Ballús, Margarita Melgar ● fotografia: Anna Molins
montaggio: Neus Ballús, Ariadna Ribas ● musiche: René Marc-Bini
produzione: Distinto Films, El Kinògraf
distribuzione: Academy Two
Spagna, 2021 ● 85 minuti

v. doppiata in italiano

2021 Locarno FF, Pardo al miglior attore a Mohamed Mellali e Valero Escolar
Label Europa Cinemas ● Toronto FF, Contemporary World Cinema

Uno dei pregi di questo film frizzante e spassoso, ma pieno di intelligenza, sono gli eccezionali tempi comici degli attori non professionisti, persone prese dalla strada alla loro prima esperienza. La regista ha lavorato con loro a lungo attraverso sessioni di improvvisazione ed altri esercizi. In questo modo è riuscita ad osservarne la gestualità istintiva e le dinamiche e a incorporare questi elementi nel film, modificando la struttura narrativa lungo il percorso, fino a un perfetto equilibrio tra narrazione e spontaneità.

lo abbiamo visto a Locarno e ci è piaciuto tanto che gli abbiamo dato il Label di Europa Cinemas come miglior film europeo!

Una settimana nella vita di Moha, Valero e Pep – lavoratori in una piccola azienda idraulica ed elettrica nella periferia di Barcellona: sono coloro che che entrano in casa tua e riparano ciò che è rotto. Moha, il più giovane, è in prova per una settimana. È timido ma si comporta sorprendentemente bene con i clienti. Moha dovrebbe sostituire Pep, in procinto di ritirarsi. Tuttavia, Valero non è affatto a suo agio con il ritiro di Pep. Dubita che Moha abbia le carte in regola, o che i clienti accetteranno un lavoratore marocchino. Forse sei giorni non bastano per far cambiare qualcuno e per fargli superare i suoi pregiudizi. Forse non è abbastanza tempo per costruire un’amicizia. Ma forse è sufficiente per scoprire che dobbiamo vivere insieme: un piccolo passo per un idraulico, ma un grande passo per l’umanità.

«Mio padre è un idraulico. Nel corso degli anni ho sentito ogni sorta di storie sul suo lavoro e sulle strane situazioni in cui si è imbattuto nelle case dei clienti. Durante quegli anni rimanevo sempre molto colpita dai pregiudizi e dalle complessità che spesso emergevano.
Per il film abbiamo lavorato tre anni con ogni sorta di lavoratori reali e con i clienti che interpretavano loro stessi, incluso il magnifico trio di idraulici protagonisti di questa storia basata sulla loro vita reale. Abbiamo incontrato ricchi, poveri, giovani e vecchi, persone molto diverse tra di loro, provenienti da ogni parte del mondo e con una visione della vita totalmente diversa. Così, quando i personaggi entravano in contatto, dovevano fare i conti con i loro pregiudizi e con i pregiudizi degli altri nei loro confronti.
A prima vista l’umorismo del film sembra ruotare intorno a situazioni apparentemente leggere. Ma sotto la superfice c’è un ritratto complesso dei ruoli sociali, degli atteggiamenti razzisti e dei rapporti di potere nel contesto di una città europea “diversa” e multiculturale. I tuttofare è un film che si misura con una delle sfide più impegnative del nostro tempo: come capirsi a vicenda.» (Neus Ballús)

«Questo terzo lungometraggio della regista catalana trabocca di originalità, audacia e una folle voglia di sperimentare: con i suoi interpreti, con il linguaggio filmico, con le situazioni improvvisate, con la permeabilità della sua sceneggiatura, con la spontaneità del suo protagonisti, con ciò che è straordinario nella vita quotidiana… È un film di una fluidità naturale che oscilla tra documentario e commedia, mentre si irradia di surrealismo, e non lascia che il cinema sociale nella sua versione più rancida (un tipo di cinema al quale si potrebbe a priori, a causa del suo soggetto, commettere l’errore di associare questo film) ne blocchi le canalizzazioni. [Il film] ritrae un’umanità a noi vicina, pittoresca e magnetica nella quale rivalità, gelosia, seduzione, esigenze, perfezionismo, amicizia e rapporti di potere si fanno sentire, il tutto mimetizzato sotto una buona dose di quel senso dell’umorismo di cui abbiamo parlato sopra..» (Alfonso Rivera, Cineuropa)