Il cattivo poeta

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IL CATTIVO POETA

un film di Gianluca Jodice
con Sergio Castellitto, Francesco Patanè, Tommaso Ragno, Fausto Russo Alesi, Massimiliano Rossi,
Clotilde Courau, Elena Bucci, Lidiya Liberman, Janina Rudenska, Lino Musella
sceneggiatura: Gianluca Jodice ● fotografia: Daniele Ciprì
montaggio: Simona Paggi ● musiche: Michele Braga
produzione: Ascent Film
distribuzione: 01 Distribution
Italia, 2020 ● 117 minuti

v.o. in italiano

L’esordio cinematografico di Gianluca Jodice ci racconta una parte della storia del nostro Paese attraverso la figura inquieta di un D’Annunzio ormai anziano, incontrollabile e pericoloso per la tenuta dei rapporti tra il Partito fascista e la Germania nazista.

venerdì 25 giugno 21:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

martedì 13 luglio 21:30 ▪︎ Bagnolo Cremasco ▪︎︎ cinema sotto le stelle

1936. Giovanni Comini è stato appena promosso federale, il più giovane che l’Italia possa vantare. Ha voluto così il suo mentore, Achille Starace, segretario del Partito Fascista e numero due del regime. Comini viene subito convocato a Roma per una missione delicata: dovrà sorvegliare Gabriele d’Annunzio e metterlo nella condizione di non nuocere… Già, perché il Vate, il poeta nazionale, negli ultimi tempi appare contrariato, e Mussolini teme possa danneggiare la sua imminente alleanza con la Germania di Hitler. Ma al Vittoriale, il disegno politico di cui Comini è solo un piccolo esecutore inizierà a perdere i suoi solidi contorni e il giovane federale, diviso tra la fedeltà al Partito e la fascinazione per il poeta, finirà per mettere in serio pericolo la sua lanciata carriera.

«Ho riscoperto innanzitutto un poeta. Incarnato non soltanto nelle sue opere, ma ancor di più nel corpo e nelle gesta che ha compiuto. D’Annunzio è stato poeta, amante, soldato… Ho scoperto uno straordinario innovatore, se pensiamo soltanto all’incredibile impresa di Fiume, alle sfide politiche e sociali che quella esperienza lanciò» (Gianluca Jodice)

«Il cattivo poeta è certamente un film che riflette sul potere, e sull’arte, e sul rapporto tra le due cose, incarnato dalla figura del Vate oramai isolato e inascoltato (…). Ma (e quindi) ancora di più, Il cattivo poeta è un film sulla necessità della rappresentazione di sé per darsi statuto di realtà, e di vita. Un film su una condizione fantasmatica, quella di D’Annunzio e di tutta la sua corte di donne e di uomini che si aggirano silenziosi nel buio del Vittoriale, che è una condizione di pre-morte; di una morte che precede quella fisica e che arriva con la vecchiaia, l’irrilevanza, la marginalità.» (Federico Gironi, comingsoon.it)