Io capitano

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Io capitano

un film di Matteo Garrone
con Seydou Sarr, Moustapha Fall, Issaka Sawagodo, Hichem Yacoubi
sceneggiatura: Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Massimo Ceccherini, Andrea Tagliaferri  ● fotografia: Paolo Carnera
montaggio: Marco Spoletini ● musiche: Andrea Farri
produzione: Archimede con Rai Cinema
distribuzione: 01 Distribution
Italia, Belgio, 2023 ● 121 minuti

v.o. wolof, francese con sottotitoli in italiano

Venezia 2023: Leone d’argento per la miglior regia, premio “Marcello Mastroianni” miglior attore emergente

Matteo Garrone, dopo Dogman e Pinocchio, torna al cinema con un’altra favola oscura, racconto di una traversata epica e infernale di due giovani che lasciano Dakar per raggiungere l’Europa. Io capitano mostra ciò che solitamente non vediamo e dà voce a chi non ne ha, in un film ricco di sogni, speranze e umanità che ci costringe a cambiare il nostro punto di vista sul presente.

venerdì 26 Luglio 21:30 ▪︎ Nova Milanese ▪︎︎ cinema in villa

Io capitano racconta il viaggio avventuroso di due giovani, Seydou e Moussa, che lasciano Dakar per raggiungere l’Europa. Un’Odissea contemporanea attraverso le insidie del deserto, gli orrori dei centri di detenzione in Libia e i pericoli del mare.

«Io Capitano nasce dall’idea di raccontare il viaggio epico di due giovani migranti senegalesi che attraversano l’Africa, con tutti i suoi pericoli, per inseguire un sogno chiamato Europa. Per realizzare il film siamo partiti dalle testimonianze vere di chi ha vissuto questa odissea contemporanea e abbiamo deciso di mettere la macchina da presa dal loro punto di vista, in una sorta di controcampo rispetto alle immagini che siamo abituati a vedere dalla nostra angolazione occidentale, nel tentativo di dar voce, finalmente, a chi di solito non ce l’ha.» (Matteo Garrone)

«Io capitano è in assoluto uno dei migliori film di realtà di Matteo Garrone: una lettera potente che sa raccontare con meravigliosa leggerezza la drammaticità, spingendoci gloriosamente dentro i panni dell’altro per farci capire quanto starebbero stretti anche a noi. Un film che non ci umilia né ci spinge a compassione bensì ci induce verso la comprensione viscerale di un tragitto che talvolta sappiamo ma che preferiamo ignorare. L’opera cinematografica (…) ha tutte le carte in regola per cambiare il nostro punto di vista sul mondo.» (Teresa Monaco, cinematographe.it)