LE COSE NON DETTE

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LE COSE NON DETTE

un film di Gabriele Muccino
con Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria, Carolina Crescentini
sceneggiatura: Gabriele Muccino, Delia Ephron ● fotografia: Fabio Zamarion
montaggio: Claudio Di Mauro ● musiche: Paolo Buonvino
produzione: Lotus Production
distribuzione: 01 Distribution
Italia, 2026 ● 114 minuti

v.o. italiano

Adattamento del romanzo “Siracusa” di Delia Ephron, sorella della celebre sceneggiatrice Nora e qui cosceneggiatrice. Una summa di tutta la produzione cinematografica di Gabriele Muccino, il ritratto tragicomico di una generazione perduta e di ciò che scorre in mezzo alle nostre vite travolgendole spesso come un fiume in piena.

venerdì 6 Febbraio 16:30 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

venerdì 6 Febbraio 21:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

sabato 7 Febbraio 19:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

sabato 7 Febbraio 21:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

domenica 8 Febbraio 16:30 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

domenica 8 Febbraio 21:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

lunedì 9 Febbraio 19:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

giovedì 12 Febbraio 17:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

Carlo ed Elisa, coppia affermata e brillante, vivono a Roma tra successi, abitudini e un amore che, forse, non è più quello di una volta. Lui è un professore universitario e scrittore in crisi creativa, lei una giornalista brillante e stimata anche all’estero. In cerca di nuovi stimoli, partono per il Marocco insieme ai loro amici di sempre, Anna e Paolo, e alla loro figlia adolescente, Vittoria. Tra dinamiche irrisolte, segreti e sguardi che confondono i confini e mettono in discussione certezze acquisite, il gruppo si trova a fare i conti con ciò che nessuno avrebbe mai voluto affrontare. E poi arriva Blu, giovane studentessa di filosofia di Carlo, misteriosa presenza che accende interrogativi e tensioni. In un paesaggio lontano, caldo e immobile, i rapporti si tendono, si rivelano, si trasformano. Perché a volte basta una crepa minuscola per far crollare tutto ciò che sembrava stabile. E perché forse non conosciamo mai davvero chi ci sta accanto.

«È un film sulle verità che non riusciamo a pronunciare, sull’ambiguità morale che abita i rapporti più intimi e sulla fragilità con cui tentiamo di tenere insieme ciò che invece si sta già sgretolando. Il mio punto di vista nella direzione di questo film cerca il dettaglio rivelatore, lo sguardo che tradisce, la pausa che pesa più della parola. È un film di silenzi, cose non dette. Omesse per paura, anche del giudizio chi abbiamo più vicino, soprattutto abbiamo paura della verità, della nostra debolezza, e giriamo in tondo pieni di tensioni sottili, di verità che emergono quando i personaggi smettono di proteggersi. Ne resta una certezza: le cose che non diciamo sono spesso quelle che ci definiscono più di tutto il resto.» (Gabriele Muccino)

«Le cose non dette è l’adattamento del romanzo “Siracusa” di Delia Ephron, sorella della celebre sceneggiatrice Nora e qui cosceneggiatrice di Gabriele Muccino, che dirige facendo di questo film una summa di tutta la sua produzione cinematografica precedente. In primis L’ultimo bacio del quale riprende buona parte della trama: ovvero il tradimento di un narciso insicuro nei confronti di una compagna perfetta che lo mette in soggezione. (…) Ritroviamo qui tutti i topos di Muccino: la regia ansiogena, la recitazione concitata, le litigate furiose, l’infantilismo maschile, l’immancabile arpia (in questo caso Anna) che sottrae i figli al padre depotenziandone l’autorità. Ma, complice forse l’ossatura narrativa di Ephron, questi topos stavolta sono al servizio del ritratto tragicomico di una generazione perduta, e in particolare di maschi che hanno smarrito la propria direzione. L’inserimento delle figure di Blu e Vittoria serve poi a costruire la sottotrama più interessante del film, ovvero il tradimento, molto più profondo e letale di qualsiasi scappatella, perpetrato dalla generazione dei cinquantenni (o giù di lì) nei confronti tanto della generazione dei ventenni (studenti e precari) incarnati da Blu, quanto di quella dei preadolescenti incarnata da Vittoria. (…) Muccino (…) è implacabile con chi non ha il coraggio di scegliere e si lascia rotolare, senza capire mai quando fermarsi: cioè quegli uomini eternamente bambini, destinati a rimanere soli come nella canzone dei Pooh.» (Paola Casella, mymovies.it)