Qui rido io

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QUI RIDO IO

un film di Mario Martone
con Toni Servillo, Maria Nazionale, Cristiana dell’Anna
sceneggiatura di Mario Martone e Ippolita di Majo ● fotografia: Renato Berta
montaggio: Jacopo Quadri ● suono: Alessandro Zanon
produzione: Indigo Film con Rai Cinema
distribuzione: 01 distribution
Italia/Spagna, 2021 ● 132 minuti

v.o. in italiano

2021, Mostra del Cinema di Venezia: in concorso

Dopo Giacomo Leopardi, Mario Martone torna a confrontarsi con una figura centrale della cultura nostrana. E il ritratto che intesse di Scarpetta è commovente e partecipe, un omaggio coinvolgente che restituisce un’anima contradditoria e vitale a cui Toni Servillo regala nuova linfa e vita.

martedì 21 Dicembre 17:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

martedì 21 Dicembre 21:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

mercoledì 22 Dicembre 21:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

giovedì 23 Dicembre 21:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

Agli inizi del ‘900, nella Napoli della Belle Époque, splendono i teatri e il cinematografo. Il grande attore comico Eduardo Scarpetta è il re del botteghino. Il successo lo ha reso un uomo ricchissimo: di umili origini si è affermato grazie alle sue commedie e alla maschera di Felice Sciosciammocca che nel cuore del pubblico napoletano ha soppiantato Pulcinella. Il teatro è la sua vita e attorno al teatro gravita anche tutto il suo complesso nucleo familiare, composto da mogli, compagne, amanti, figli legittimi e illegittimi tra cui Titina, Eduardo e Peppino De Filippo. Al culmine del successo Scarpetta si concede quello che si rivelerà un pericoloso azzardo. Decide di realizzare la parodia de La figlia di Iorio, tragedia del più grande poeta italiano del tempo, Gabriele D’Annunzio. La sera del debutto in teatro si scatena un putiferio: la commedia viene interrotta tra urla, fischi e improperi sollevati dai poeti e drammaturghi della nuova generazione che gridano allo scandalo e Scarpetta finisce con l’essere denunciato per plagio dallo stesso D’Annunzio. Inizia, così, la prima storica causa sul diritto d’autore in Italia.

«È una figura prismatica, in generale scrivo sempre personaggi con più facce e chiaramente Scarpetta è un caso estremo di essere umano. La cosa che mi affascinava di lui era questo aspetto primordiale, quasi mitologico, questo padre-caos da cui viene generato tanto talento, se non addirittura del genio, come nel caso del figlio Eduardo De Filippo. (…) Scarpetta viveva per il suo pubblico, quasi fosse uno sciamano, un mago, sapeva quali corde toccare, lo conosceva dal punto di vista sociale. Nel film si racconta anche del momento in cui il pubblico gli volta le spalle, procurandogli la prima vera ferita d’amore.» (Mario Martone)

«(…) non possiamo che premiare questo nuovo film di Mario Martone, a suo agio con la materia affrontata, supportato da un cast di attori bravissimi tra cui spicca, ça va sans dire, Toni Servillo. Il film unisce autorialità e cinema popolare, trovando la sintesi formale del conflitto narrativo centrale. Di stampo classico, ma capace di suscitare forti emozioni, Qui rido io è un omaggio a un genio teatrale e all’eredità lasciata, un’ode alla risata popolare e al bisogno dell’arte nella vita e un’indagine sul passare del tempo, confondendo uomini e personaggi, palco e realtà.» (Matteo Maino, Movieplayer.it)