The father

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THE FATHER
NULLA è COME SEMBRA

un film di Florian Zeller
con Anthony Hopkins, Olivia Colman, Mark Gatiss, Olivia Williams, Imogen Poots
Rufus Sewell, Ayesha Dharker, Roman Zeller
sceneggiatura: Christopher Hampton, Florian Zeller ● fotografia: Ben Smithard
montaggio: Yorgos Lamprinos ● musiche: Ludovico Einaudi
produzione: F comme Film, Trademark Films
distribuzione: BIM distribuzione
Stati Uniti, 2021 ● 97 minuti

v. doppiata in italiano

2021, Academy Awards e BAFTA, miglior attore protagonista, miglior sceneggiatura non originale
Goya Awards, miglior film europeo

Dall’opera teatrale “Il padre” (Le père) scritta da Florian Zeller, al suo esordio alla regia cinematografica, e andata in scena per la prima volta a Parigi nel 2012. Il racconto di un uomo la cui realtà si sgretola pian piano davanti ai nostri occhi.

Anthony ha 81 anni. Vive da solo nel suo appartamento londinese e rifiuta tutte le persone che sua figlia Anne cerca di imporgli. Presto però Anne non potrà più andarlo a trovare tutti i giorni: ha preso la decisione di trasferirsi a Parigi con un uomo che ha appena conosciuto. Ma se è così, allora chi è l’estraneo che piomba all’improvviso nel soggiorno della casa di Anthony, sostenendo di essere sposato con Anne da oltre dieci anni? E perché afferma con tanta convinzione che quella dove vive è casa sua e della figlia? Eppure Anthony è sicuro che quello sia il suo appartamento. Sembra esserci nell’aria qualcosa di strano, come se il mondo ad un tratto avesse smesso di seguire le regole abituali. Smarrito in un labirinto di domande senza risposta, Anthony cerca disperatamente di capire che cosa stia succedendo attorno a lui.

«“Il padre” esiste innanzitutto come opera teatrale. L’ho scritta nel 2012 per Robert Hirsch che ha magistralmente impersonato il protagonista sul palcoscenico per oltre tre anni. Affronta un argomento che malgrado sia doloroso, riguarda ciascuno di noi. Ma sono anche convinto che la reazione del pubblico sia stata così forte perché l’opera utilizza una strategia narrativa originale: gli spettatori si trovano dentro la mente del protagonista, ma se ne rendono conto solo gradualmente. Dunque anche nella versione cinematografica, il pubblico sarà invitato a essere testimone in prima persona dell’esperienza. Ci tenevo che il film preservasse questa immediatezza per gli spettatori.» (Florian Zeller)

«In The Father il punto di vista è completamente spostato, non esiste più un mondo reale con cui confrontarsi e vedere come il nostro malato reagisce, noi vediamo e sentiamo quello che lui percepisce e come lo interpreta. (…) E così anche la nostra confusione aumenta, anche noi fatichiamo a decodificare quel che succede in questa singolare identificazione con il mondo di un malato di Alzheimer. La narrazione si muove come fossimo all’interno di un thriller, «nulla è come sembra» è il sottotitolo del film, ma il thriller è tutto nella testa di Anthony che sovrappone piani temporali e rimuove situazioni dolorose. (…) E qui bisogna rifarsi al mostro che già è stato Hannibal Lecter e che ora esibisce un’altra interpretazione mostruosa per un personaggio su cui era facile scivolare, trasformarsi in gigione, lasciare che la «teatralità» prendesse il sopravvento. Hopkins invece è piuttosto misurato conferendo al suo Anthony una magnifica e a tratti antipatica dignità, pur minata da una malattia odiosa, che noi viviamo in prima persona.» (Antonello Catacchio, ilmanifesto.it)